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Caccia, Laghi contro il ddl “sparatutto”: «La Calabria protegga la fauna e scelga la tutela di habitat e specie»

Mentre a Roma fa discutere il disegno di legge 1552 sulla riforma della caccia — ribattezzato dalle opposizioni e dalle associazioni ambientaliste come ddl “sparatutto” —, in Calabria si prova a invertire la rotta. Il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi ha depositato una proposta di legge regionale finalizzata ad ampliare la tutela della fauna selvatica e degli habitat naturali a fronte dei sempre più frequenti incendi e dei periodi di siccità che colpiscono il territorio.

La proposta calabrese si pone in aperto contrasto con le linee guida nazionali in discussione in Parlamento, proponendo vincoli e restrizioni ben più stringenti.

Le tre misure chiave della proposta di legge regionale

Il testo presentato da Laghi risponde ai ripetuti solleciti dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che più volte ha invitato le Regioni ad adottare misure cautelari a salvaguardia delle specie selvatiche, citando specificamente la situazione della Calabria.

La proposta si articola su tre pilastri fondamentali:

  • Stop di 20 anni nelle aree incendiate: Il divieto di caccia nei terreni percorsi dal fuoco viene raddoppiato, passando dagli attuali 10 anni previsti dalla legge statale a 20 anni.

  • Sospensione per siccità severa: L’attività venatoria verrà automaticamente bloccata su tutto il territorio regionale al raggiungimento di determinati indicatori ufficiali di emergenza idrica.

  • Tassativo divieto nei siti Natura 2000: Stop permanente alla caccia nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC).

  • «Gli incendi e le lunghe stagioni di siccità stravolgono gli habitat e lasciano la fauna selvatica senza cibo, acqua e rifugi» dichiara Laghi. «Con questa legge trasformiamo i richiami dell’Ispra in regole precise.»

Il contrasto con Roma e i rischi ambientali e sanitari

Nel suo intervento, Laghi evidenzia le forti criticità del ddl 1552 in discussione al Senato. La riforma nazionale punta infatti a rendere soltanto consultivo il parere dell’Ispra, ad aprire i calendari venatori durante le fasi delicate di migrazione e nidificazione e a trasformare la figura del cacciatore in un “gestore della fauna”.

Un’impostazione che, sottolinea il consigliere, sposta la tutela della biodiversità dalla scienza al mondo venatorio, esponendo l’Italia al rischio di procedure d’infrazione da parte della Commissione Europea per violazione delle direttive Habitat e Uccelli.

Oltre ai profili giuridici, Laghi pone l’accento sulle ricadute ambientali e sanitarie:

  • Inquinamento e impatto ecologico: Accumulo di piombo e plastica delle cartucce nei terreni e continuo disturbo a ecosistemi già resi fragili dalla crisi climatica.

  • Rischio Zoonosi: Possibili pericoli per la salute pubblica laddove capi infetti sfuggano ai controlli sanitari ed entrino nella catena alimentare.

Opinione pubblica ed esposto sugli attacchi social

A sostegno della propria tesi, il consigliere cita i dati del recente sondaggio Ipsos Doxa per la Fondazione Capellino: il 91% degli italiani si dice contrario all’estensione della caccia e il 75% ne chiede la forte riduzione o l’abolizione, a fronte di una platea di cacciatori stimata in circa 430mila persone (meno dell’1% della popolazione).

Laghi ha infine denunciato una serie di attacchi minacciosi e offensivi ricevuti sui canali social a seguito della pubblicazione di un estratto della sua intervista al Tg Leonardo (Rai 3):

«Una dimostrazione che quella della caccia è una lobby che si muove a comando. È bene che chi si oppone a questa pratica anacronistica e crudele sappia di essere rappresentato e conosca la reale natura di certi comportamenti.»

La proposta di legge non comporta alcun onere per il bilancio della Regione Calabria. Per questo motivo, Laghi ha sollecitato il Presidente del Consiglio regionale a calendarizzare rapidamente il testo, invitando la maggioranza a un confronto di merito aperto alle associazioni ambientaliste e al mondo venatorio.