L’utilizzo del nome dell’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina per attività non autorizzate ha spinto la Curia ad adottare contromisure per tutelare l’istituzione e prevenire situazioni analoghe nelle scuole della provincia. La vicenda trae origine da una segnalazione giunta all’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi in merito a un episodio verificatosi all’interno del Liceo Scientifico di Crotone.
Nel corso della mattinata, due individui si sono presentati presso il plesso scolastico proponendo la vendita di quadretti e affermando di agire su incarico diretto del presule. L’Arcidiocesi ha smentito qualunque coinvolgimento, precisando di non aver rilasciato alcuna autorizzazione per la vendita di oggetti o l’avvio di iniziative commerciali.
La comunicazione alle forze dell’ordine
Ricevuti i dettagli del fatto, la Curia Arcivescovile ha redatto una nota ufficiale inviata alla Questura e al Comando provinciale dei Carabinieri di Crotone. Il documento intende sottoporre la situazione all’attenzione degli organi inquirenti, affinché possano effettuare i riscontri necessari e valutare l’eventuale presenza di profili penali. Le verifiche delle autorità dovranno chiarire l’identità dei soggetti coinvolti e accertare se vi siano stati altri episodi simili nella zona.
L’avviso inviato ai dirigenti scolastici
In parallelo alle azioni legali, il Servizio Diocesano per la Pastorale Scolastica ha diramato una circolare destinata a tutti i dirigenti scolastici del territorio. Il testo specifica che nessun soggetto è stato mandato dalla diocesi o dal Vescovo per proporre materiale in vendita o raccogliere adesioni a iniziative di alcun genere. L’intervento punta a fornire un elemento di chiarezza al personale degli istituti, evitando che l’autorità ecclesiastica possa essere richiamata in modo indebito per trarre in errore la comunità scolastica.



