L’Università Mediterranea di Reggio Calabria registra un nuovo e importante traguardo nell’ambito della ricerca scientifica internazionale. Nel più recente aggiornamento del database elaborato dalla Stanford University in collaborazione con l’editore Elsevier, l’ateneo reggino evidenzia una crescita costante, passando dai 19 studiosi della precedente rilevazione agli attuali 22 docenti e ricercatori attivi in campo scientifico, tecnologico ed economico.
Lo studio, condotto sulla base delle metriche e dei profili estrapolati dalla banca dati Scopus, misura l’impatto accademico e analizza le citazioni ottenute attraverso due prospettive complementari: l’impatto prodotto nell’arco dell’intera carriera e quello registrato in un singolo anno, con riferimento specifico al 2025.
I ricercatori riconosciuti per l’impatto annuale
La graduatoria incentrata sulle citazioni ricevute nel corso del singolo anno mette in luce la vitalità di tutti i dipartimenti dell’ateneo.
Per l’area di Agraria figurano Orlando Campolo, Angelo Maria Giuffrè, Adele Muscolo, Andrea Rosario Proto, Leonardo Schena e Demetrio Antonio Zema.
Il dipartimento dAeD registra la presenza di Lucia Della Spina, mentre per il DICEAM vengono inseriti Gioacchino Alotta, Paolo Salvatore Calabrò, Giuseppe Failla, Nadia Mammone, Carlo F. Morabito, Saveria Santangelo e Mario Versaci.
La rappresentanza del DIGIES è affidata a Massimiliano Ferrara, mentre il gruppo legato al DIIES comprende Giuseppe Araniti, Claudia Campolo, Tommaso Isernia, Andrea F. Morabito, Rosario Morello, Francesco Russo e Antonino Vitetta.
Il valore della continuità scientifica lungo l’intera carriera
L’ateneo conferma la qualità del proprio percorso di studi e ricerca anche nella sezione dedicata alla carriera complessiva, pensata per valorizzare la continuità e la solidità del lavoro accademico profuso nel tempo.
In questo secondo elenco figurano Giuseppe Araniti, Felice Arena, Paolo Boccotti, Paolo Salvatore Calabrò, Claudia Campolo, Claudio De Capua, Lucia Della Spina, Giuseppe Failla, Tommaso Isernia, Angelo Maria Giuffrè, Antonella Molinaro, Carlo Francesco Morabito, Andrea Francesco Morabito, Nicola Moraci, Rosario Morello, Adele Muscolo, Filippo Giammaria Praticò, Domenico Rosaci, Francesco Russo, Alba Sofi, Mario Versaci, Antonino Vitetta e Demetrio Antonio Zema.
I commenti dei vertici dell’Ateneo
«La presenza dei nostri docenti in questo database dà visibilità al lavoro svolto ogni giorno nei dipartimenti e nei laboratori», ha dichiarato il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti. «È un risultato che riguarda le persone, i gruppi di ricerca e l’ambiente in cui crescono giovani studiosi. Investire in queste condizioni significa rafforzare anche la nostra offerta formativa, che si rinnova grazie all’osmosi continua con la ricerca».
Sull’importanza strategica dei risultati raggiunti si è espresso anche il Prorettore alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, Massimo Lauria: «Le competenze sviluppate dai nostri gruppi di ricerca sono una base essenziale per il trasferimento tecnologico e per le collaborazioni con il territorio. I progetti PNRR e PRIN, appena conclusi e quelli in corso, offrono ai gruppi della Mediterranea risorse e occasioni di collaborazione per condividerne i risultati, sviluppare nuove sperimentazioni e valutarne le ricadute scientifiche. Su questo lavoro intendiamo costruire le prossime iniziative di ricerca».
L’insieme dei dati e le relative analisi sono accessibili pubblicamente all’interno dell’Elsevier Data Repository, all’aggiornamento di agosto 2026 (versione 9, pubblicato il 7 ottobre 2026).



