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Autonomia differenziata, Druetti e Giandoriggio (Possibile): «Occhiuto difenda la Calabria o chiarisca il suo silenzio»

L’approvazione degli schemi definitivi delle intese sull’autonomia differenziata con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria riaccende il dibattito politico e le tensioni sull’asse Roma-Calabria. A sollevare una dura presa di posizione sono Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e Silvia Giandoriggio, portavoce regionale di Calabria Possibile, che accusano l’esecutivo nazionale di voler spaccare il Paese in due e contestano apertamente il silenzio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Druetti: «Si premiano i territori più ricchi per calcolo elettorale»

La segretaria nazionale del partito non usa mezzi termini nel commentare l’accelerazione impressa dal Governo Meloni: «Il Governo accelera sulle nuove competenze alle Regioni più forti, mentre restano aperti i nodi della spesa storica, del riequilibrio delle risorse e delle garanzie per il Mezzogiorno. Ci chiediamo quanto questa fretta risponda alle esigenze del Paese e quanto alla volontà di accontentare un partito di maggioranza che sull’autonomia ha costruito la propria battaglia».

Secondo Druetti, l’attuazione dell’autonomia differenziata rischia di amplificare drammaticamente le disuguaglianze esistenti tra Nord e Sud: «Non possiamo accettare un’Italia a due velocità, in cui l’accesso ai diritti dipende dalla ricchezza del territorio. Il Governo dovrebbe ridurre i divari, non aggravarli per interessi da campagna elettorale».

Giandoriggio: «Servizi già deboli, cosa ha ottenuto la Calabria?»

Sulle ricadute concrete per la comunità calabrese interviene la portavoce regionale Silvia Giandoriggio, mettendo in luce le criticità che la regione affronta quotidianamente: «I calabresi pagano già il prezzo di mobilità sanitaria, carenza di personale e servizi sempre più deboli nelle aree interne. Il rispetto dei livelli essenziali di assistenza (LEP), previsto dalle intese, deve essere accompagnato da investimenti e garanzie reali».

L’affondo principale di Giandoriggio è rivolto al governatore Roberto Occhiuto, di cui viene evidenziato il cambio di rotta rispetto alle posizioni assunte in passato: «Come mai il presidente Occhiuto, lo stesso che nel 2024 chiedeva una moratoria fino al superamento della spesa storica, non ha preso posizione? Cosa è cambiato? Quali garanzie ha ottenuto per la Calabria? Il presidente della Puglia, Antonio Decaro, ha già annunciato il ricorso alla Corte costituzionale. Occhiuto no?».

La richiesta: «Occhiuto riferisca subito in Consiglio regionale»

Alla luce degli ultimi sviluppi, le rappresentanti di Possibile chiedono immediate risposte istituzionali e trasparenza da parte della Giunta regionale. L’appello finale invita la presidenza a mettere i diritti dei cittadini calabresi al di sopra delle logiche e degli equilibri politici di coalizione: «Chi guida una Regione deve difenderne i diritti anche quando ciò significa dissentire dalla propria maggioranza nazionale».

Possibile chiede dunque formalmente che il presidente Occhiuto chiarisca al più presto la propria linea, renda noti i documenti di valutazione approvati dalla Giunta e riferisca in aula sulle azioni che intende intraprendere per tutelare il futuro del territorio calabrese.