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Furia in famiglia a Corigliano-Rossano: aggredisce un poliziotto e finisce in manette

Intervento tempestivo della Polizia di Stato nel territorio di Corigliano-Rossano, dove gli agenti della Squadra Volante del locale Commissariato hanno tratto in arresto un uomo di 46 anni del posto, resosi responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e indagato per maltrattamenti in famiglia.

La vicenda ha avuto inizio nella serata dell’11 ottobre scorso, quando la sala operativa ha ricevuto una segnalazione relativa a una persona in evidente stato di agitazione violenta all’interno di un’abitazione, alla presenza della madre e della moglie convivente.

Tensioni e aggressioni sventate dai poliziotti

Giunti sul posto, gli operatori hanno immediatamente riscontrato l’atteggiamento ostile e minaccioso dell’uomo, rivolto sia nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine sia dei familiari presenti. Nonostante i ripetuti inviti alla calma formulati dai poliziotti, la situazione è degenerata quando l’individuo ha tentato di scagliarsi contro la convivente.

L’aggressione è stata sventata grazie al pronto intervento di un agente. Tale azione ha provocato la reazione violenta dell’uomo, che ha afferrato il poliziotto per la giubba trascinandolo verso l’uscio e urlato: «Voi non valete nulla. Ve ne dovete andare subito». Gli altri membri della Squadra Volante sono riusciti a immobilizzarlo con non poche difficoltà.

Le determinazioni dell’autorità giudiziaria

A seguito dell’arresto in flagranza, il quarantaseienne è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero di turno, mentre le donne si sono trasferite spontaneamente in un’altra abitazione nella loro disponibilità.

Nel corso dell’udienza di convalida del 13 ottobre 2026, il Giudice, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari, ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che l’indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare è stata adottata senza il contraddittorio che avverrà innanzi al Giudice terzo, il quale potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagato.