Il piano di riorganizzazione promosso da Poste Italiane, che prevede il trasferimento a Cosenza delle funzioni direzionali della Filiale di Castrovillari, continua a sollevare accese reazioni nel territorio. La struttura, finora punto di riferimento per 104 uffici postali dislocati tra Pollino, Sibaritide e Tirreno, si avvia a completare il passaggio di consegne entro la fine dell’anno. Un percorso avviato lo scorso primo ottobre che procede nonostante la contrarietà espressa dall’assemblea cittadina del comune del Pollino e dalle rappresentanze sindacali del territorio.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda è il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, il quale evidenzia la netta spaccatura tra le decisioni assunte dai vertici nazionali e la posizione delle parti sociali locali. In particolare, il rappresentante del settore poste per la Cgil del territorio, Claudio Caligiuri, ha espresso ferme valutazioni critiche, confermando la mancata sottoscrizione dell’intesa con l’azienda in quanto ritenuta inadeguata per il contesto locale.
La distanza tra accordi nazionali e istanze territoriali
Le rimostranze sollevate a livello locale mettono in luce il divario con gli impegni stretti al tavolo nazionale, dove il 23 luglio scorso sei sigle sindacali hanno siglato la riorganizzazione del comparto Mercato Privati. Secondo quanto evidenziato, gli accordi centrali non riescono a recepire le peculiarità e le esigenze concrete di un’area geografica articolata, finendo per penalizzare il ruolo strategico di Castrovillari e le future erogazioni dei servizi nell’intera zona settentrionale della regione.
A destare ulteriore perplessità è stata anche la gestione degli interlocutori nell’incontro istituzionale svoltosi lo scorso 8 ottobre con i vertici aziendali, al quale le rappresentanze territoriali di Cgil e Ugl non hanno preso parte. Già durante la seduta di consiglio comunale aperto del 28 settembre, l’Ugl aveva espresso forti preoccupazioni per il ridimensionamento della sede, delineando scenari critici per la tenuta dei servizi sul territorio.
Le criticità logistiche e l’appello ai primi cittadini
La posizione assunta da alcuni amministratori locali, espressisi favorevolmente a seguito delle garanzie fornite da Poste Italiane, non trova il riscontro del consigliere regionale. Se da un lato l’azienda assicura il mantenimento degli orari, degli sportelli e del personale operativo, dall’altro rimane irrisolta la questione legata al trasferimento del centro direzionale. La perdita della sede amministrativa trasferisce l’unico presidio provinciale a Cosenza, una scelta penalizzante per un territorio caratterizzato da un’orografia complessa e da collegamenti viari spesso difficoltosi.
Il rischio evidenziato riguarda il progressivo impoverimento dei servizi e la perdita di centralità dell’area del Pollino. Da qui l’invito rivolto all’amministrazione comunale di Castrovillari e ai sindaci del comprensorio affinché promaggano un confronto immediato con le organizzazioni sindacali locali, con l’obiettivo di sollecitare Poste Italiane alla convocazione di un nuovo tavolo tecnico prima che il piano diventi definitivo.



