Il Catanzaro ha individuato la nuova guida tecnica a cui affidare la risalita in campionato. Dopo l’ufficializzazione dell’esonero di Giorgio Gorgone, maturato al termine di un periodo rovinoso culminato con la sconfitta interna e l’ultimo posto in graduatoria, la società calabrese ha raggiunto l’accordo definitivo con Michele Mignani. Il tecnico genovese, classe 1972 ed ex allenatore del Cesena, era il profilo in cima alla lista delle preferenze del direttore sportivo Ciro Polito già all’indomani del passo falso contro il Mantova. La scelta segna il ricongiungimento professionale tra il dirigente e l’allenatore, protagonisti in sinergia di una tappa centrale nelle rispettive carriere.
Il precedente di Bari e le alternative vagliate
L’intesa tra Polito e Mignani affonda le radici nel biennio trascorso insieme alla guida del Bari tra il 2021 e l’ottobre del 2023. In quella circostanza la coppia conquistò la promozione immediata dalla Serie C alla Serie B, arrivando a sfiorare il clamoroso salto in Serie A nella stagione 2022/2023, sfumato soltanto nei minuti conclusivi della finale playoff contro il Cagliari.
Per superare la crisi e risalire la china, la dirigenza giallorossa ha vagliato anche altre opzioni di spessore prima di affondare il colpo decisivo. Tra i profili esaminati figuravano quelli di Fabio Caserta, ipotetico e suggestivo cavallo di ritorno per la piazza catanzarese per via della profonda conoscenza dell’ambiente, e Andrea Sottil, ex guida di Udinese e Ascoli valutato come opzione di rottura per dare una scossa di carattere e aggressività tattica al gruppo. Alla fine a spuntarla è stata la solidità del progetto Mignani, chiamato ora a raccogliere un’eredità complessa e a conquistare la salvezza.



