I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale pitagorico, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore capo Domenico Guarascio.
I sigilli sono scattati all’intera area di cantiere destinata alla realizzazione del complesso turistico-residenziale “Gregory Village”, un’infrastruttura di circa 43.000 metri quadri situata nei pressi del porticciolo turistico della frazione Le Castella, nel comune di Isola Capo Rizzuto. Contestualmente al sequestro dei suoli e della documentazione finanziaria considerata falsa dagli inquirenti, è stato notificato un avviso di garanzia nei confronti del legale rappresentante della società titolare del progetto, un imprenditore di 62 anni, indagato per truffa aggravata ai danni di un Ente Pubblico e uso di atto falso.
Il meccanismo fraudolento e la finta copertura assicurativa
Le indagini condotte dall’Arma hanno ricostruito il percorso che ha condotto la società alla stipula della Convenzione Urbanistica nel maggio del 2022 e al successivo ottenimento dei permessi di costruire tra agosto e settembre dello stesso anno. L’impianto accusatorio individua l’elusione della copertura finanziaria obbligatoria, pari a oltre 1,25 milioni di euro destinati a garanzia degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione, quale elemento centrale della vicenda.
Un primo tentativo di accreditamento era stato registrato nel 2020 attraverso l’esibizione di una polizza svizzera priva di validità, respinta a seguito dei controlli incrociati effettuati dal dirigente tecnico dell’epoca con IVASS e Banca d’Italia. Il medesimo schema è stato riproposto nel 2022 con la presentazione di una garanzia apparentemente emessa da un istituto assicurativo bulgaro. Gli accertamenti svolti dalla Polizia Giudiziaria in collaborazione con le autorità di Sofia, uniti agli esiti delle rogatorie internazionali, hanno consentito di accertare la natura fittizia della documentazione depositata presso gli uffici municipali.
Gli approfondimenti sui cespiti e le verifiche sulle procedure burocratiche
Le verifiche patrimoniali sui terreni hanno inoltre evidenziato antecedenti vicende societarie risalenti al 2008, quando la proprietà dei suoli fu interessata da una compravendita fittizia tra entità giuridiche mirata a schermare i beni da eventuali misure di prevenzione antimafia, operazione bloccata nel 2020 dalla Corte d’Appello di Catanzaro.
Nonostante le irregolarità relative ai titoli abilitativi, l’attività edilizia sul sito aveva registrato un sensibile stato di avanzamento, attestato dalla tracciatura delle viabilità interne, dalla posa dell’asfalto, dalla collocazione dei pozzetti e dall’avvio degli scavi per le fondazioni. L’inchiesta della Procura di Crotone e dei Carabinieri comprende anche l’esame dell’operato dei Dirigenti Tecnici comunali succedutisi nel tempo, al fine di chiarire le ragioni del recepimento della polizza bulgara in assenza delle preventive verifiche di genuinità, le attestazioni riportate nei permessi di costruire e la mancata adozione di provvedimenti in autotutela da parte dell’amministrazione. La posizione dell’imprenditore rimane nella fase delle indagini preliminari, sotto il regime della presunzione d’innocenza.



