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Richiesta di rinvio a giudizio per Roberto Occhiuto: l’accusa è truffa aggravata sui rimborsi auto

Nuova bufera giudiziaria per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. A pochi mesi dal primo avviso di garanzia, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il governatore nel filone d’indagine relativo ai rimborsi per l’utilizzo dell’auto privata.

La notizia è emersa nella notte attraverso un video pubblicato su Facebook dallo stesso Occhiuto, il quale ha dichiarato di essere venuto a conoscenza dell’atto giudiziario tramite un giornalista del Fatto Quotidiano (firmato da Marco Lillo), prima ancora di averne ricevuto notifica ufficiale.

Al centro dell’inchiesta: i 3.893 euro al mese e l’auto di servizio

L’accusa mossa dai magistrati romani riguarda l’indennità mensile di 3.893 euro percepita da Occhiuto per l’uso della propria vettura negli spostamenti istituzionali. Secondo la tesi dell’accusa, il governatore avrebbe continuato a riscuotere la somma nonostante avesse già a disposizione un’auto di servizio a carico della Regione.

  • Somme contestate: Circa 179.000 euro percepiti complessivamente tra novembre 2021 e giugno 2025.

  • L’origine dell’inchiesta: Gli accertamenti sono nati originariamente a Catanzaro, nell’ambito di un’indagine per corruzione, a seguito di un’intercettazione della Guardia di Finanza in cui l’ex socio Paolo Posteraro parlava di una vettura nella disponibilità di Occhiuto. Il fascicolo è stato poi trasferito per competenza territoriale a Roma, dove ha sede il conto corrente su cui confluivano le somme.

La difesa: “Nessuna incompatibilità e spese documentate”

I legali del presidente respingono con fermezza le accuse, contestando sia la ricostruzione temporale dei periodi in cui sono state utilizzate le vetture, sia la presunta incompatibilità tra l’indennità e l’uso del mezzo regionale.

A supporto della tesi difensiva viene richiamato un parere dell’Avvocatura regionale, secondo cui il contributo per il mezzo privato può legittimamente coesistere con l’utilizzo di un’auto di servizio in occasione di missioni o attività di rappresentanza. Inoltre, la difesa ha prodotto documentazione specifica attestante le spese vive di carburante e manutenzione sostenute direttamente dal governatore.

La replica in un reel: “Mi sento torturato, vado avanti”

Nel video pubblicato sui social, Occhiuto ha difeso il proprio operato spiegando di aver impiegato l’auto della Regione soprattutto per sopralluoghi istituzionali e visite ai cantieri aperti sul territorio calabrese, e di voler chiarire ogni dettaglio davanti al giudice dell’udienza preliminare.

“Mi sento torturato da un anno e mezzo”, ha affermato il governatore, ricordando le tappe precedenti della vicenda giudiziaria, le dimissioni e la successiva ricandidatura. Lanciando poi un messaggio chiaro agli avversari politici: “Io vado avanti e non mi farò fermare”.

Ora spetterà al Gup valutare gli elementi raccolti e decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio.