HomeAttualitàMarchio del patrimonio europeo: il Polo...

Marchio del patrimonio europeo: il Polo Museale di Soriano Calabro in corsa per la selezione 2027

Il Polo Museale di Soriano Calabro punta a ottenere il Marchio del patrimonio europeo (European Heritage Label). Il Comune ha presentato la candidatura del complesso di San Domenico per la selezione 2027, con il coordinamento scientifico della direttrice Mariangela Preta.

La proposta coinvolge l’intero patrimonio museale e architettonico del sito: dal Parco architettonico e archeologico al MuMar – Museo dei Marmi, passando per la Pinacoteca, il Museo della Ceramica e il MuTerr – Museo del Terremoto. Si tratta di un progetto che punta a valorizzare la storia del complesso e i suoi collegamenti con la cultura europea, rafforzandone al tempo stesso la capacità di dialogare con visitatori, scuole e comunità.

Il riconoscimento dell’Unione europea per l’identità di Soriano

L’European Heritage Label è un riconoscimento dell’Unione europea destinato a luoghi che rivestono un particolare valore simbolico per la storia, la cultura e il processo di integrazione del continente. La selezione non considera soltanto il significato storico dei siti, ma anche la loro capacità di trasmettere questo patrimonio al pubblico, soprattutto alle nuove generazioni. Tra gli elementi valutati figurano le attività educative, gli strumenti per l’accessibilità e i progetti di cooperazione con altre realtà europee. Per Soriano Calabro, l’eventuale assegnazione del Marchio rappresenterebbe un’opportunità per accrescere la visibilità del complesso di San Domenico e inserirlo in una rete internazionale di siti culturali, favorendo lo scambio di esperienze nei campi della tutela, della ricerca scientifica e della didattica museale.

Il legame architettonico e culturale tra il complesso di San Domenico e l’Escorial

Uno degli elementi centrali della candidatura è il rapporto tra il complesso domenicano di Soriano e l’Escorial, il monumentale sito nei pressi di Madrid. Il dossier ricostruisce una storia di scambi religiosi, artistici e culturali che per secoli ha collegato la Calabria ad altri contesti europei. In particolare, il modello architettonico dell’Escorial sarebbe stato rielaborato nella ricostruzione del complesso di San Domenico dopo il terremoto del 1659. Le rovine della basilica e del convento, insieme ai frammenti marmorei conservati nel MuMar e ai dipinti della Pinacoteca, permettono di ricostruire il rapporto tra l’architettura originaria e le opere che ne arricchivano gli ambienti. Il percorso si amplia con il Museo della Ceramica, che racconta gli scambi culturali nel Mediterraneo, e con il MuTerr – Museo del Terremoto, che collega la memoria degli eventi sismici a una questione di interesse europeo: la prevenzione del rischio e la salvaguardia del patrimonio storico e artistico.

Cultura e accessibilità nel progetto tra Soriano e la Spagna

La candidatura è accompagnata dal progetto “Soriano–Escorial: un patrimonio, molte storie d’Europa”, che propone un itinerario fisico e digitale attraverso il Parco e le diverse sezioni museali. L’iniziativa prevede materiali multilingue, laboratori destinati alle scuole, incontri scientifici e strumenti pensati per rendere la visita accessibile a un pubblico più ampio. Tra le esperienze già sviluppate viene valorizzata la videoguida in Lingua dei Segni Italiana (LIS). Il dossier documenta inoltre la gestione unitaria del complesso, le attività di conservazione e i servizi rivolti ai visitatori. Tra gli obiettivi individuati figura anche l’avvio di collaborazioni scientifiche e culturali con le istituzioni spagnole impegnate nella gestione e nella valorizzazione dell’Escorial.

Le parole della direttrice Mariangela Preta

A illustrare il lavoro svolto per la candidatura è la direttrice del Polo Museale, Mariangela Preta, che ha seguito direttamente la redazione del dossier, coordinando la raccolta e la verifica delle informazioni storiche, scientifiche e gestionali.

“Ho curato direttamente la redazione del dossier, coordinando la raccolta e la verifica delle informazioni storiche, scientifiche e gestionali. Ho lavorato per restituire in un unico racconto il rapporto tra le rovine di San Domenico e le opere che oggi custodiamo nei musei, e per tradurre quel racconto in un progetto concreto per le scuole, i visitatori e la comunità di Soriano”, dichiara Mariangela Preta.

La direttrice sottolinea anche il valore del percorso museale come strumento per comprendere la storia e le relazioni culturali del territorio: “Chi entra nel Parco e poi ritrova al MuMar un frammento marmoreo dell’antica basilica può capire come quei luoghi erano vissuti e come idee, opere e modelli architettonici viaggiassero tra la Calabria e il resto d’Europa. È questa storia che vogliamo rendere accessibile a un pubblico sempre più ampio”.