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Longobucco: “non vogliamo il nostro parroco”, parte la petizione

Papa Francesco ricorda le doti di un buon sacerdote nell’udienza alla Congregazione per il Clero, afferma che il prete non è un rigido “professionista della pastorale”, ma un uomo sempre vicino al “popolo”, di cui è padre e fratello, e soprattutto un “apostolo di gioia” del Vangelo.

Ecco, forse è proprio a queste parole di Bergoglio che si rifanno i cittadini di Longobucco che da qualche giorno hanno rivolto una petizione all’arcivescovo di Rossano-Cariati Mons Giuseppe Satriano nella quale si chiede l’allontanamento del parroco dalla comunità di Longobucco centro.

Dall’arrivo di don Pompeo Tedesco, pare non ci sia più pace, nel centro silano. In tanti chiedono che il parroco sia trasferito. Non condividono l’atteggiamento del sacerdote. Un uomo di chiesa, fanno sapere, dovrebbe saper accogliere tutti nella sua “casa” e soprattutto dovrebbe condividere e promuovere usi e costumi del luogo in cui si trova.

Il ruolo del parroco è anche quello di conformarsi alle abitudini dei suoi concittadini, ma pare non sia affatto così per don Pompeo, anzi! Ne avrebbe da dire su tutti, o quasi ed anche sui suoi predecessori. Insomma, proprio l’esatto contrario dei doveri di un buon parroco.

D’accordo con i cittadini anche il sindaco, Giovanni Pirillo e il vicesindaco, Mario La Pietra che nelle scorse ore sono recati presso la Curia per discutere “del grave disagio che sta vivendo la loro Comunità”.

La petizione si conclude con una preghiera all’arcivescovo: “Ci affidiamo alla sua comprensione affinché Don Pompeo,venga spostato in altro luogo, con la speranza che Longobucco possa trovare presto la serenità perduta”.