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Niente più ricoveri presso la Cardiologia dell’Ospedale di Corigliano-Rossano

Sanità allo sbando. Il Presidente dell’Osservatorio permanente sulla gestione e gli effetti della fusione, Vincenzo Figoli, unitamente al Responsabile della commissione “Sanità” Giuseppe Pranteda, si rivolgono alle più alte cariche istituzionali al fine di porre gli opportuni rimedi in ordine al provvedimento di  sospensione dei ricoveri adottato presso l’U.O.C. Cardiologia – UTIC dell’Ospedale Spoke Corigliano-Rossano e sulle possibili chiusure dei Reparti costituenti il predetto Spoke (vds. Pediatria, Pronto Soccorso, Ginecologia, Ostretricia etc.).

Secondo i rappresentanti dell’Osservatorio si continuano a perpetrare 《disagi ai cittadini per un’offerta sanitaria carente e disorganizzata a servizio degli  utenti dell’area vasta della Sibaritide al limite del diritto alla salute costituzionalmente garantito, dell’interruzione di pubblico servizio e dell’assolvimento dei propri doveri》. La nota è stata inviata nelle ultime ore al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria Gen. Saverio COTTICELLI, al Direttore Generale ASP di Cosenza facente funzioni Aurora DE CIANCIO, al Direttore Sanitario Spoke Corigliano-Rossano Pierluigi CARINO e, per conoscenza, al Ministro della Salute On. Roberto Speranza, all’On. Francesco SAPIA Commissione Sanità Camera dei Deputati,  al Presidente della Regione Calabria On. Mario OLIVERIO, al Sindaco – Presidente Conferenza dei Sindaci provincia di Cosenza Flavio STASI, al presidente del Tribunale per i Diritti del Malato – Regione Calabria.

Nel documento si entra nel merito circa la recente querelle che ha riguardato la Divisione dell’UTIC-CARDIOLOGIA interno allo stabilimento ospedaliero “Nicola Giannettasio” dell’area urbana di Rossano, con particolare riferimento alla recente disposizione del Direttore Sanitario dello Spoke Corigliano-Rossano Pierluigi Carino destinata a sospendere i ricoveri presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia a seguito di più volte segnalate criticità strutturali e di inadeguatezza del materiale a disposizione di quell’Unità che ha gettato letteralmente nel panico migliaia di pazienti e tutti gli altri utenti per un bacino di oltre 220.000 abitanti. «Non si  comprende – scrivono Figoli e Pranteda – come sia stato possibile raggiungere un tale livello di disorganizzazione, di disattenzione ed inettitudine che, di fatto, ha avuto come risultato quello di sospendere, fra l’altro, i ricoveri nell’U.O.C. di Cardiologia – UTIC dirottando i malcapitati abbisognevoli di quel servizio verso altre Unità distanti diversi km da Corigliano-Rossano come Castrovillari, Cosenza, Catanzaro e, finanche, fuori regione (Basilicata) con le facilmente intuibili conseguenze».

Nella stessa nota si sottolinea e ci si interroga su «come sia stato possibile arrivare a ciò solo per la mancata effettuazione di alcuni lavori di manutenzione, fra l’altro più volte e da diverso tempo richiesti alla Direzione Sanitaria dello Spoke in questione, di alcuni locali del Reparto cardiologico e per il mancato rinnovo ed adeguamento della strumentazione e suppellettili, ormai al limite dell’efficienza. Si sospendono, quindi, i ricoveri presso quel Reparto senza neanche aver prima adeguatamente valutato la possibilità di allocare temporaneamente in altri locali presenti nella stessa struttura ospedaliera di Rossano prediligendo una sorta di “spacchettamento” del personale e della strumentazione afferente ai servizi di cardiologia adibendolo e trasferendolo altrove. E’ evidente come una siffatta soluzione non può e non potrà continuare che a produrre così solo disservizi, con ulteriori aggravi di spese a carico del servizio sanitario regionale e dispendio di risorse umane (in tal senso basta leggere il verbale di una riunione, pubblicato sui social, tenutasi il 05/12/2019 tra il Direttore Sanitario, il Responsabile dell’Area Medica ed il Responsabile del Pronto Soccorso. Lo  stupore è enorme se si aggiunge la non partecipazione a questa importante riunione del Responsabile della stessa U.O.C. di Cardiologia sul quale tali scelte si sarebbero inevitabilmente riflesse e che, fra l’altro, avrebbe potuto suggerire soluzioni alternative e meno drastiche).