Gli incoraggianti numeri, seppur ancora paurosi, diffusi dal commissario Angelo Borelli, nella conferenza stampa alla Protezione civile ieri pomeriggio, evidenziano un calo dei decessi (756 contro gli 889 di ieri) e dei ricoveri in terapia intensiva (50 contro i 124 di sabato), ma un leggero incremento dei contagi (3.815 contro 3.651 di ieri). Il totale dei guariti arriva invece a 13.030 (646 il dato odierno).
Segnali positivi, appunto, ma ancora insufficienti per poter pensare che siamo ad una svolta. Tempo e gradualità è ciò che raccomanda, interpretando i dati, il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università di Milano: “Da quello che emerge, nei limiti della rappresentatività dei dati giornalieri, possiamo parlare di un segnale positivo che, al momento, conferma la necessità di continuare ad insistere con le rigorose misure di isolamento sociale in atto perchè non siamo ancora davanti ad una vera inversione di tendenza. La speranza è di riuscire a migliorare il controllo per impedire che tali focolai possano espandersi ulteriormente”. Insomma, “bisogna organizzarsi per tempo per riuscire a gestire, se si dovesse verificare, lo scenario peggiore, anche se continuano ad esserci dalle Regioni meridionali segnalazioni della necessità di implementare le dotazioni di dispositivi di protezione individuale spesso insufficienti”.



