di Anna Zupi
Pietro Loscavo conosciuto come Piters, nasce Catanzaro, ma sente di appartenere a Rende (Cosenza) considerandola come la sua seconda casa. “Rende mi ha cresciuto a suon di Libri e Concerti.”
Dopo tanti anni passati in giro per l’Italia sui palchi come tour manager, Piters decide di stravolgere la sua vita e inizia un nuovo percorso lavorativo con la società di famiglia: lavoro diverso, ma attitudine da “Tour” rimasta essendo per il 90% dell’anno in trasferta. In pochi sanno che Piters ha una grande passione tramandatagli da suo padre: quella per i vinili.
Come ti è venuto in mente di tornare al vinile e crearne una start up?
“Durante il Lockdown ho avuto modo di catalogare la collezione di vinili di mio padre che prima di diventare architetto era un DJ in radio e in una storica discoteca della mia città. E’ stato un lavoro davvero certosino e massacrante (pensa quanto tempo ci vuole a catalogare in maniera “corretta” circa quattromila dischi), ma ho capito il vero potenziale del mercato attuale dei vinili. Con dei dischi accumulati negli anni di attività concertistica e con dei buoni lotti “fortunati” che sono riuscito ad acquisire, ho messo su un piccolo negozietto online e nonostante mi dicessero “sei un pazzo” sono riuscito in un paio di mesi a spedire centinaia di dischi in tutto il mondo (Stati Uniti e Asia inclusi).
Qual è il fine di questa vendita?
Tramite gli scambi e le compravendite online, ho messo insieme una corposa lista di titoli acquistabili sul web, alcuni introvabili, e i guadagni serviranno a creare e ad avviare le attività di una nuova etichetta “Semplicemente Dischi”.
L’intento è quello di raggiungere le nicchie di appassionati producendo album storici del panorama alternativo italiano anni ‘80, ‘90 e 2000 che non hanno mai avuto una vita in vinile. Ci sono molte collaborazioni con diverse etichette indipendenti come Maninalto, CSSP, Palermo suona.
Ci spoeleri il nome di qualche band ?
Per questioni contrattuali non posso ancora fare i nomi delle band e degli artisti che hanno già mostrato il loro interesse, ma la volontà comune è quella di stampare dischi storici in tirature limitate, da collezione, e poi distribuirli alle botteghe indipendenti da Torino fino a Palermo. Lo stesso faremo con quei gruppi locali che solitamente non hanno la forza per dare alla luce i loro dischi e che, invece, potranno trovare un valido supporto restando sul territorio”.
Sei stato manager di molti artisti, stai lavorando con qualcuno ora?
No, ho deciso di cambiare completamente lavoro e non sono manager di nessuno: non mi piace il panorama mainstream. L’artista si deve misurare dalla qualità della sua musica e dei suoi testi e non dai followers su tiktok e instagram. Il mercato è falsato e credo che subirà una inesorabile svolta a breve.”
Hai lavorato con molti artisti. Ci parli di qualche esperienza? Qual è stata la più bella?
Il tour di Eman del disco “AMEN”del . Eravamo un grande gruppo di professionisti, musicisti e amici. Abbiamo fatto oltre sessanta date da Milano a Catania. Sicuramente la mia più grande gratificazione professionale. Poi i tanti festival in cui ho avuto l’onore di lavorare nel corso degli anni con gli amici fraterni di Be-Alternative (Cristian e Fabrizio) e di Vivodimusica (Antonio Pascuzzo), amici di decennale durata che mi hanno sempre coinvolto in ogni loro attività.
Ti rivedremo a breve a Rende?
Assolutamente sì! 28-29 e 30 Luglio sarò allo Stadio M. Lorenzon per il RISE UP FESTIVAL organizzato da Be Alternative. Tre giorni di musica dopo tanti mesi di silenzio. “Invito tutti a partecipare per sostenere chi da anni lavora e ci fa divertire con la musica e che ora più che mai ha bisogno dell’aiuto di tutti. Io sarò lì in forma “volontaria” per dare amore a chi negli anni amor mi ha dato!”



