Alla Camera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha delineato le misure che saranno contenute nel nuovo Dpcm 3 novembre.
No a un lockdown generalizzato come a marzo, sì a misure più restrittive dove la situazione è più critica. Sarà questa l’ossatura del nuovo Dpcm che dovrebbe essere adottato domani (“prima di mercoledì”, ha assicurato Conte), come tra l’altro era già previsto da decreti interministeriali e direttive risalenti ormai a fine aprile.
Ora, quell’impianto previsto dal documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” passerà a concretezza. Ci saranno misure valide su tutto il territorio nazionale e poi aree limitate e suddivise in due ulteriori categorie con regole via via più restrittive. Sarà un’ordinanza del Ministero della Salute a definire i “passaggi” di un territorio da una fascia all’altra (in entrambi i sensi). “L’effetto – ha spiegato il Presidente del Consiglio – sarà di intervenire a più riprese e in maniera graduale a seconda della soglia di criticità“.
Le misure valide per tutti
A Conferenza Stato-Regioni, e quindi discussioni, ancora in corso, Conte si è limitato ad anticipare alcune delle misure che saranno valide su tutto il territorio nazionale: chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali e dei negozi all’interno ad esclusione di farmacie, parafarmacie, tabaccai, alimentari ed edicole; chiusura sale gioco e bingo e corner scommesse; chiusura di musei e mostre; riduzione fino al 50% della capienza dei mezzi pubblici; introduzione di un limite agli spostamenti da e verso le Regioni con elevati elementi rischio salvo motivi di lavoro, studio, salute e necessità; previsto anche un coprifuoco nazionale “in fascia serale più tarda” (secondo quanto trapela, si parlerebbe delle 21); per le scuole, le secondarie di secondo grado passeranno integralmente alla Didattica a Distanza, come già avviene in Lombardia.
Per quanto riguarda le altre due fasce di rischio, Conte si è limitato a parlare di “misure gradualmente più restrittive”



