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La grande solidarietà dei calabresi verso il popolo ucraino (Foto)

In Calabria, in breve tempo, la macchina organizzativa in aiuto delle popolazione vittime dalla guerra, si è messa in moto. Non avevamo alcun dubbio, il grande cuore dei calabresi non si è lasciato pregare.

Un punto di raccolta è stato allestito a Rende per sostenere l’iniziativa di Onco Med ma soprattutto per aiutare la popolazione ucraina. Il Comune ha messo a disposizione nei giorni 1, 2 e 3 marzo dalle 9 alle 13 in piazza Matteotti, la sede COM – Centro operativo misto della Protezione civile.

Una fila di cittadini con pacchi, buste, cartoni contenenti ogni genere di beni di necessità: abiti, coperte, guanti cappelli e sciarpe, sacchi a pelo, scarpe, ciabatte e scarponi e poi generi alimentari: pasta, olio, biscotti, zucchero, omogeneizzati, latte scatolame vario, oltre a pannolini per bambini e beni per la cura della persona e poi medicinali di base.

pacchi ucrainaUna quantità di cose ma soprattutto tanta umanità: persone, giovani e anziani che si sono avvicendati con il desiderio di portare delle cose e soprattutto per fare sentire la propria vicinanza al popolo ucraino.

Il nostro collaboratore Massimiliano Oriolo ha constatato di persona i momenti di grande umanità, le lacrime agli occhi per dire che: “ho portato qualcosa, fatela avere a chi ha bisogno, fate sentire che ci siamo, che il popolo calabrese è vicino al popolo ucraino”. Una raccolta eccezionale, a tratti travolgente.

Un’iniziativa intrapresa da Onco Med che si è prodigata e che ha accolto i donatori ed ha organizzato la raccolta e la consegna dei beni. Tante volte sono state attivate iniziative di solidarietà ma quello che si è visto in questi giorni ha superato ogni più rosea aspettativa. Ci sono state addirittura persone che hanno chiesto cosa sarebbe potuto servire e sono andati in farmacia o al supermercato a comprare ciò che gli è stato suggerito possa essere utile.

Decisamente una gran bella iniziativa che ha coinvolto tantissima gente e che ha evidenziato, ancora una volta, il “grande cuore” dei calabresi.