Si va (forse è la volta buona) verso un taglio delle accise così da provare a diminuire i prezzi di gas e carburanti, oramai considerati fuori controllo.
I prezzi di benzina e gasolio hanno raggiunto i massimi storici, arrivati a 2,50 euro al litro ed il tema delle accise è tornato (finalmente) nel dibattito pubblico, con il Governo che si sta impegnando a effettuare un taglio.
Secondo le bozze circolate, si prospetta un risparmio del 10% su costo del carburante, anziché 2 euro al litro si andrebbe così a pagare 1,80 euro, anche se forse non è ancora abbastanza. Tanti i nodi da sciogliere, uno di questi e il perché siamo arrivati a questi prezzi. Si tratta di aumenti realistici o qualcuno ha voluto approfittare di una situazione mondiale precaria in seguito al conflino fra Russia e Ucraina?
A mettere la pulce nell’orecchio è stato il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, secondo cui l’attuale aumento dei prezzi non sarebbe altro che una “colossale truffa” ai danni dei cittadini, dunque i prezzi meriterebbero di scendere al di là del taglio delle accise (che sono le più alte d’Europa sul diesel, le seconde più care sulla benzina). Taglio che in ogni caso è bene accetto, viste le polemiche degli ultimi anni: con la benzina a 1,30 euro/litro, il taglio del 10% delle accise significherebbe 1,17 euro/litro, dunque possiamo solo che esserne felici. Dobbiamo solo aspettare che i prezzi tornino a regime.



