Una bomba posizionata all’altezza di Capaci fa saltare in aria l’auto su cui viaggiano il giudice Giovanni Falcone, sua moglie, il magistrato Francesca Morvillo, e quelle degli agenti della sua scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Da quel sabato, caldo proprio come oggi, sono passati trent’anni. Trent’anni in cui scuole di ogni parte d’Italia, organizzano iniziative in sua memoria.
Questa mattina a Rende (CS) l’Istituto Comprensivo “G. Falcone” onora la memoria dei caduti nella tragica strage di Capaci e promuove una vitalità civile e culturale contro le mafie.

Gli alunni insieme ai docenti condividono, su iniziativa della Dirigente Scolastica, Simona Sansosti, i ricordi di quel 23 maggio di trent’anni fa che scosse l’Italia intera.

Uno dei momenti più emozionanti della manifestazione la lettura della poesia dedicata al grande uomo giusto, Giovanni Falcone, della scrittrice e poetessa cosentina Antonia Flavio autrice anche de: “La Mia Vita I Miei Amori Racchiusi In Una Poesia” ed “Echi del Mare”.
A Giovanni Falcone, di Antonia Flavio
Era un giorno qualunque
di un mese qualunque,
ma tu non eri uno qualunque.
Hai creduto e combattuto
in ciò che credevi,
hai voluto a tutti i costi lottare
contro chi è impossibile sconfiggere.
La tua vita, la vita di chi,
quel giorno era con te
per amore e per dovere,
non esiste più!
Un’esistenza elargita al dovere di
una patria e di una città
che non ti hanno protetto.
Un giorno qualunque
di un mese qualunque
hai dovuto dire addio
ai tuoi ideali.
Un boato, un’enorme esplosione,
Non ti hanno salvato
dalla crudeltà umana.
Un tg qualunque
ha comunicato la triste notizia.
Nello sconforto
è caduto
chi come te credeva che
la mafia sarebbe stata sconfitta:
“Giovanni Falcone, con la
moglie Francesca Morvillo e
I tre uomini della scorta
sono morti”.
La mafia in un giorno qualunque,
di un mese qualunque,
ha vinto di nuovo!
A Giovanni Falcone
Per non dimenticare 23 maggio 1992.



