Sab 31 Lug 2021
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Orsomarso: sindaco chiede incontro a ministro della giustizia

Riaprire l’Ufficio del Giudice di Pace a Scalea, è questo l’intento della missiva inoltrata da Antonio De Caprio al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Il sindaco di Orsomarso (CS), nella sua qualità di rappresentante istituzionale della cittadina dell’Alto Tirreno Cosentino, scrive al titolare del Dicastero per lamentare la forte penalizzazione che hanno subito nel corso degli ultimi anni gli abitanti di quella zona.

Motivo della mia missiva – scrive De Caprio al Ministro della Giustizia – è di richiedere un incontro presso il suo dicastero, in rappresentanza dei tantissimi soggetti istituzionali e non interessati. L’Amministrazione comunale di Orsomarso, di cui mi onoro essere sindaco, ha accolto favorevolmente la sollecitazione sorta da un Comitato di professionisti, composto da tantissimi avvocati del territorio, seguito e sostenuto da numerose istanze sollecitate dalle popolazioni interessate e da altri amministratori locali, con cui si richiede alle Istituzioni deputate di garantire il definitivo mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Scalea. Questa iniziativa è senza dubbio meritevole di attenzione – si legge nella nota inviata al Ministro – specie da parte di un Ministro che, come Lei, appartiene alla stessa categoria degli avvocati e che, proprio per questa ragione, oltre che per l’illustre incarico che ricopre, può comprendere facilmente la necessità e l’opportunità del dover mantenere in essere un simile e fondamentale servizio per la cittadinanza di un territorio così vasto e complesso”.

Antonio De Caprio, nella sua lettera a Bonafede, ha tenuto a sottolineare come l’intero comprensorio, con la soppressione della Sezione distaccata del Tribunale, abbia già subito la perdita di un importante presidio di giustizia: evento che ha finito per ripercuotersi negativamente sulla cittadinanza di un intero territorio che, oltre agli ovvi disagi subiti, si è visto privare di un simbolo istituzionale di estremo rilievo e di un fondamentale presidio di legalità.

Per queste ragioni – si legge in calce alla lettera – rinnovo la mia richiesta per un incontro a breve termine presso la sede del Ministero della Giustizia o, in alternativa, di ricevere una Sua graditissima visita nel nostro territorio, per rendersi direttamente conto, dalla voce dei protagonisti e delle comunità interessate, di quali possano essere le reali esigenze e necessità in merito alla vicenda”.