«Le relazioni familiari possono esser quel terreno accidentato ma anche il terreno favorevole per ragionare in maniera positiva rispetto alle dinamiche interculturali» così Paolo Palumbo, docente di diritto ecclesiastico e canonico dell’Università Giustino Fortunato di Benevento, nell’incontro “Costituzione, religioni, famiglia.
Problemi e prospettive nella società interculturale”, organizzato dall’associazione NeoMedi, in concertazione tra Provincia di Cosenza, Università Giustino Fortunato e Acli Colf. Sono state discusse «tutte le diverse dinamiche che si vengono a determinare laddove diverse culture si incontrano nell’ambito familiare» da esperti dei diversi settori che operano nel tortuoso terreno dell’accoglienza.
Nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia, sono intervenuti, oltre il professor Paolo Palumbo, Laura Venneri per la Provincia, Gianluca Scigliano dell’associazione NeoMedi Calabria, Filomena Strazzulli, operatore legale Sprar minori Casali del Manco e Cas Dipignano, con la testimonianza del giovane Omar e il senatore Franco Bruno, presidente di NeoMedi Calabria che ha concluso il convegno tracciando i profili più variegati del mondo dell’accoglienza e i problemi e le prospettive geopolitiche del nostro tempo.
«Tra i tantissimi i temi affrontati – ha rimarcato il professor Paolo Palumbo – è venuto fuori il dato che evidenzia come bisogna sempre più lavorare perché i principi di laicità positiva e inclusiva, previsti dalla nostra Costituzione italiana, in un combinato di norme, come ricordato dalla Corte Costituzionale sin dal 1989, divengano realtà realizzando, non solo in Italia, quel pluralismo religioso che ormai è un fatto ma soprattutto quel pluralismo culturale che passa attraverso l’integrazione, dove per esser realizzato il diritto deve svolgere il proprio ruolo non sottraendosi ad esso».
L’associazione NeoMedi – che ha promosso l’evento – è un movimento politico culturale che opera quotidianamente sul territorio, occupandosi di numerose tematiche sia a livello nazionale che a livello locale. «Deve il suo nome al ruolo centrale del Mediterraneo nella cultura e nella storia della nostra regione – hanno affermato i componenti della stessa associazione – una Calabria – hanno aggiunto – vera e propria “porta” del Mediterraneo. I percorsi solidali che promuoviamo e che portiamo avanti nascono dall’idea di favorire una società inclusiva e sostenibile. Tra le tante iniziative che trattiamo, al primo posto diamo attenzione all’ambiente».
Ma la mission di NeoMedi non è caratterizzata solo da questo. «Neomedi – infatti – si occupa anche di politica e del ruolo delle città nel panorama odierno. Con l’evento “Costituzione, religioni, famiglia. Problemi e prospettive nella società interculturale”, abbiamo voluto discutere di un tema estremamente attuale. È possibile la vera integrazione e lo abbiamo analizzato con un incontro dai molteplici punti di vista per ambire al vero scambio, alla crescita e al miglioramento della società».
Antonio Sergi



