Dom 22 Mag 2022
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Storia, origine e tradizione delle zeppole di San Giuseppe

Sono il vanto di tutta la pasticceria italiana e, sebbene da secoli siano preparate il 19 marzo nelle regioni del Centro e Sud Italia per la Festa del papà le zeppole di San Giuseppe restano profondamente radicate nella tradizione napoletana. La paternità della ricetta delle Zeppole di San Giuseppe a Napoli è da attribuire al Trattato di Cucina Teorico-Pratico del celebre gastronomo Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, che nel 1837 la mise nero su bianco in lingua napoletana. Una ricetta che prevedeva l’utilizzo di pochi ingredienti: farina, acqua, un po’ di liquore d’anice, marsala o vino bianco, sale, zucchero e olio per friggere. Ma quando nasce davvero la prima zeppola? La leggenda che si ricollega ad una antichissima tradizione di matrice cristiana, farebbe risalire la nascita delle zeppole alla fuga in Egitto della sacra famiglia. Si dice che San Giuseppe, per mantenere la sua famiglia fosse costretto a friggere frittelle, ed è proprio per questa ragione che sia il dolce tipico della festa del papà. La zeppola di San Giuseppe, dunque, nasce fritta anche se oggi si trovano versioni “alleggerite”, meno caloriche e dal sapore più delicato. La versione più moderna prevede l’uso della pâte à choux, una tipologia di pasta le cui origini risalgono addirittura al ‘500 allorché fu creata da un pasticcere italiano a Parigi al seguito di Caterina de’ Medici. Oggi in Calabria, come nel resto d’Italia si preparano zeppole simili nella forma a quelle partenopee ma farcite anche con ricotta, zucchero, cannella e limone, pistacchio. Insomma l’aspetto è rimasto per lo più invariato, ma il sapore si è adattato ai tempi