Mer 18 Mag 2022
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Giunta Manna: le dichiarazioni alla vigilia del ballottaggio

“Sono stati anni di lavoro serrato e appassionante. Si è agito seguendo un modello di governance territoriale capace di valorizzare esperienze condivise di educazione di genere e cittadinanza paritaria realizzando un modello esportabile di società civile all’interno delle istituzioni”: inizia così la nota congiunta diffusa dalla giunta Manna alla vigilia del ballottaggio di domenica nove giugno.
“Abbiamo lavorato -proseguono gli assessori- in un’ottica democratica partecipata, proponendo azioni dal basso tese a tutelare dignità e diritti delle donne e degli uomini, delle fasce più deboli oltre che a individuarne bisogni e necessità. Ponendo i cittadini come attori principali di una programmazione partecipata, si è tracciato un percorso che, nel riconoscimento della autonomia del lavoro dei singoli assessorati, ha visto la giunta lavorare in maniera collegiale condividendo spesso percorsi d’azione”
“Dal lavoro comune -affermano- condotto dalla nostra giunta, dove gli ambiti d’intervento si sono più volte incrociati contaminandosi in un’ottica comunitaria, abbiamo posto in essere un’organica opera di rivitalizzazione riuscendo a riconsiderare la “polis”, cuore ed insieme centro del nostro agire politico”.
“L’accessibilità -si dichiara nella nota- è stato presupposto necessario da cui partire, così come il ri-lancio di una nuova economia urbana che si basa su terziario avanzato, rete di innovazioni, una classe dirigente giovane in grado di fare della città un polo multisettoriale e all’avanguardia.
In questi anni siamo riusciti a risanare conti e ad azzerare i debiti. Abbiamo colto le istanze del nostro personale e siamo riusciti ad assumere a tempo indeterminato e a tempo pieno i lavoratori che per anni hanno vissuto sulle loro spalle il precariato”.
“Rende, dunque, -conclude la giunta- come città dei diritti un tempo negati, consapevoli che il sociale così come le pari opportunità siano strumenti necessari al processo di rigenerazione urbana. Chiave di volta di tale processo è stato il civismo, la cittadinanza attiva, la cultura: monumenti e chiese sono divenuti beni non meramente conservati, ma rivitalizzati; si è lavorato nelle scuole e in ateneo alla costruzione di percorsi di autodeterminazione e consapevolezza di sé; le maestranze sono state valorizzate affinché il sapere artigiano divenga al tempo stesso conoscenza degli antichi mestieri e prospettiva lavorativa futura per incentivare l’appartenenza al proprio territorio.
Un territorio che abbiamo voluto tutelare anche da un punto di vista ambientale: siamo comune virtuoso per quanto riguarda la cultura della raccolta differenziata diffusa ormai a tutti i livelli, ma siamo anche comune modello in tema di protezione civile e di salvaguardia del territorio”.
Ed infine: “Ri-costruire ed insieme capitalizzare il nostro patrimonio umano, storico, artistico: così abbiamo attivato un dialogo virtuoso tra economia, cultura, turismo, imprenditoria mettendo in campo una progettazione condivisa.
Si è alimentato un nuovo modo di guardare alla cosa pubblica non solo come fonte di identità culturale e coesione sociale, ma anche fattore competitivo e di crescita economica nel segno dell’innovazione dove la comunità avrà modo di formarsi e confrontarsi su una pluralità di linguaggi, saperi e tradizioni mettendo insieme culture provenienti da tutto il mondo.
Riteniamo, dunque, che attraverso tali buone pratiche, realizzando percorsi virtuosi sia stato possibile costruire una nuova idea di città: aperta, plurale, multiculturale, identitaria, comunitaria. Una città a misura d’uomo dove convergono e si mescolano culture e patrimoni umani, sociali, artistici e culturali”.