Gio 13 Mag 2021
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Febbre Mediterranea Familiare. A Cosenza confronto tra esperti

Una patologia poco nota ma non così rara in Calabria e Sicilia: la FMF, Febbre Mediterranea Familiare. Nella sede dell’Ordine dei Medici di Cosenza e degli Odontoiatri, è stato discusso, in maniera approfondita, di quella che è ben di più di una comune febbre: è una sindrome ereditaria caratterizzata da episodi febbrili ricorrenti accompagnati da dolori. Si manifesta solitamente in età pediatrica, ma può esordire anche in età adulta. Diffusa in particolare nell’area orientale del Mediterraneo, richiede una gestione multidisciplinare. L’incontro, organizzato in collaborazione con Novartis Farma, è stato molto partecipato con famiglie e pazienti, l’Associazione Pazienti AIFP. Sono intervenuti la coordinatrice della tappa cosentina Marianna Neri, dirigente Medico di I livello, U.O.C. Pediatria Ospedale Annunziata; Domenico Sperlì, direttore U.O.C. Pediatria, Annunziata”; Raffaele Manna, primario di Medicina Interna, Fondazione Policlinico Gemelli di Roma e docente universitario; la giovane atleta Federica Bozzo; il rappresentante Aifp Domenico Buccieri e Daniela Borselli, psicologa psicoterapeuta, esperta di problematiche dell’età evolutiva. Il nome del percorso divulgativo: “E se non fosse… una semplice febbre?”. Da un mese tra Sicilia e Calabria, sono stati realizzati significativi incontri con professionisti e studiosi della patologia proprio per aumentare la consapevolezza di pazienti e familiari nei confronti della Febbre Mediterranea Familiare. È stato discusso della patologia, cos’è e come riconoscerla già dalla sua più tenera età, quella pediatrica. Analizzata, tra problemi e prospettive, l’insorgenza ma anche la diagnosi, la gestione della patologia e i bisogni di pazienti e famiglie. Sguardi attenti anche per quanto riguarda la cura pediatrica fino a quella dell’adulto. È stata rimarcata a più riprese la fondamentale importanza della collaborazione tra esperti del settore, per una gestione ottimale del paziente e dei suoi bisogni e ancora come risulta necessaria una sussidiarietà a tutti i livelli, la rete sociale: associazioni, scuola, sport per garantire inclusione sociale attraverso educazione ed informazione. Temi significativi, trattati attraverso l’esperienza diretta delle associazioni, dei pazienti e degli esperti del settore. Positivi riscontri, dunque, in una giornata significativa. «È una malattia rara ma che colpisce le popolazioni del bacino del Mediterraneo con più di mille pazienti – ha affermato il dottor Domenico Sperlì – la maggior parte dei quali proviene dalla Calabria e dalla Sicilia. Con questo incontro abbiamo voluto offrire ai colleghi, ma non solo, un messaggio chiaro: non c’è bisogno che per questa patologia si intraprendano i cosiddetti “viaggi della speranza”, perché anche qui da noi in Calabria esistono eccellenze, professionisti e centri che possono curare i pazienti in maniera adeguata».

 

A.S.