“Di questi tempi, è davvero difficile provare a ragionare, ad articolare un’analisi, a prospettare orizzonti che non siano prigionieri del giorno del giorno: Dario Franceschini è uno di quelli che ci prova. Piuttosto che perdersi in repliche scomposte, forse, all’interno del partito, ci si sarebbe potuto prendere un po’ di tempo per leggere con maggiore attenzione”, a dichiararlo è il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, componente della direzione nazionale PD.
“Anche perché – aggiunge – lasciare che i populismi si sommino e si saldino è il modo migliore per abbandonare questo Paese alla destra peggiore. Se il PD non si pone il problema della costruzione seria di un’alternativa in un sistema sostanzialmente proporzionale, anche cogliendo le crepe visibili nel campo avverso, non vedo davvero che ci stia a fare. Taccio, per carità di patria sul contemporaneo intervento di Di Maio: che l’attuale leader (?) dei 5S fosse capace di cogliere il senso profondo e lucido dell’intervista rilasciata da Franceschini, mi avrebbe sorpreso non poco. O forse lo ha vagamente intuito, sentendolo come una minaccia alla sua leadership personale”.



