‘Ndrangheta in Liguria, sequestri per 15 milioni di euro alla cosca Raso-Gullace-Albanese

Sigilli a sette società tra Reggio Calabria, Savona ed Alessandria, circa 21 beni immobili, fabbricati e 36 terreni, numerosi conti correnti e beni mobili per un valore complessivo di 15 milioni di euro. È il bilancio provvisorio dell’operazione coordinata dalla Dda di Reggio che ha consentito di portare alla luce parte degli affari della cosca Raso-Gullace-Albanese in Liguria e Piemonte.

L’esecuzione dei provvedimenti, emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale reggino, è stata affidata alla Direzione investigativa antimafia di Genova. Si tratta di beni riconducibili, secondo gli inquirenti, a Carmelo Gullace (attualmente agli arresti domiciliari), a sua moglie Giulia Fazzari, a Orlando Sofio (recluso nel carcere di Voghera) e a Marianna Grutteria (detenuta a Vigevano), tutti arrestati, nel luglio del 2016, nell’ambito della operazione denominata ‘Alchemia’.

A conclusione di tale indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, furono eseguite dalla Polizia di Stato e dalla Dia 42 misure cautelari a carico di soggetti affiliati e contigui alle cosche di ‘ndrangheta reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione ed intestazione fittizia di beni e società.

Carmelo Gullace, in particolare, è considerato una figura apicale della cosca, referente dell’organizzazione in Liguria e in Piemonte. Trasferitosi a Ceriale, in provincia di Savona nel 1973 per sfuggire alla guerra di mafia contro i Facchineri di Cittanova, avrebbe stretto rapporti con alcuni amministratori del Savonese finalizzati all’acquisizione di appalti pubblici. Proventi successivamente riciclati in investimenti immobiliari durante fantomatiche “trasferte” in Brasile organizzate ad hoc.