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Scala Coeli: il Circolo Legambiente Nicà si difende dalle accuse del sindaco

Nei giorni scorsi il sindaco di Scala Coeli Giovanni Matalone dopo essere intervenuto nelle operazioni di spegnimento di un incendio presso l’area attrezzata in località Casello Montagna, attraverso un comunicato stampa esprime amarezza per quanto, a suo dire, avvenuto «Avevo richiesto al responsabile di cantiere di Calabria Verde (ex Consorzio di Bonifica), Domenico Baldino – scrive il primo cittadino – di destinare gli operai di sua competenza, dopo la pulizia dei centri abitati di Scala Coeli e San Morello, presso l’area attrezzata di proprietà di questo Comune, sita in localitࠓCasello Montagna, al fine di provvedere alla pulizia della pertinente area e difenderla così da possibili incendi.Tale richiesta è stata immediatamente accolta tanto che gli operai stavano provvedendo a detto servizio, ma a mia insaputa, denuncia l’Amministratore – gli stessi operai sono stati spostati presso un altro sito, confinante con il limitrofo Comune di Terravecchia, per realizzare altrettanti fascioni di protezione dagli incendi! Tutto ciò solo perché il Circolo Legambiente Nicà aveva segnalato il pericolo di incendi chi di competenza auspicando un repentino intervento allo scopo di scongiurare gli ennesimi roghi nella Pineta sita località Frassinette. Il primo cittadino sottolinea, «è bastata una comunicazione del Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, circolo che non conosce quelle che sono le problematiche e le priorità del territorio, a far invertire e ad annullare, quelle che sono le responsabilità ed i diritti-doveri de quo posti a capo di un Sindaco e nel caso di specie del sottoscritto. Un circolo, lo ribadisco ancora una volta, quello di Legambiente a Scala Coeli che continua ad interessarsi impropriamente di politica amministrativa invece di salvaguardare l’ambiente e dedicarsi una volta per tutte agli scopi previsti nel loro Statuto.Interesserò dell’accaduto, ovviamente, la presidenza regionale e nazionale di Legambiente».

Oggi arriva la replica del Circolo Legambiente Nicà

In data 23 luglio 2019 il nostro circolo Legambiente Nicá con una nota a firma del Presidente segnalava a chi di competenza (- Regione Calabria Dipartimento 2 Presidenza – Consorzio Bonifica Jonio Cosentino – On. Domenico Bevacqua -), dopo opportune verifiche, la mancata pulizia dei viali e delle fasce tagliafuoco nella pineta di Terravecchia e di Scala Coeli. In data 30 luglio riceviamo una nota del Dipartimento 2 Presidenza che ci comunica di aver trasmesso la nostra segnalazione agli enti preposti per il proseguo di competenza. In una nota del Sindaco di Scala Coeli in seguito ad un rogo sviluppatosi nell’area attrezzata in località Casello Montagna di Scala Coeli, leggiamo una serie di cose, che come in altre occasioni hanno come finalità quella di screditare l’operato del Circolo Legambiente Nicá di Scala Coeli. Siamo difronte alle solite affermazione sciocche e prive del minimo fondamento, che non ci distolgono dai nostri impegni associativi che stiamo portando avanti, con consapevolezza, serietà rispetto. Non abbiamo né il tempo tanto meno la voglia di stare dietro a infondate affermazioni, il circolo opera per la difesa la valorizzazione e la tutela del nostro territorio partecipando anche alle altre battaglie, campagne ed attività della Legambiente rispettando alla lettera lo statuto.Le leggi e le regole le conosciamo bene ed operiamo nel più totale rispetto delle amministrazioni e delle istituzioni. Ci duole molto continuare a leggere sempre le stesse cose, abbiamo molto lavoro associativo da fare e poco tempo da perdere. Abbiamo a cuore il nostro territorio e la nostra terra continueremo a proteggerla ed a tutelarla. Vogliamo infine ricordare che il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino è un ente tuttora attivo – istituito con D.P.G.R. n.26 il 12/02/2010  – ed ha sede a Trebisacce mentre l’Azienda Calabria Verde nasce con la legge regionale n. 25 del 16 maggio 2013, come ente strumentale della Regione per assolvere in modo unitario a tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione e della difesa del suolo, assolto sino ad allora dall’Azienda Forestale della Regione Calabria (ex A.Fo.R.) e delle Comunità Montane soppresse e poste in liquidazione ed ha la sede centrale a Catanzaro.