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Dopo il Dg Mauro il buio… ASP di Cosenza abbandonata, la denuncia della Uil Fpl

La Uil​ Fpl, in una nota, denuncia “lo stato di abbandono in cui versa l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza che da circa 9 mesi si ritrova senza una guida manageriale. Tutto – spiega il sindacato – è cominciato con l’atto delle dimissioni del Direttore Generale Dott. Raffaele Mauro, sostituito da dirigenti interni facenti funzioni, poi le tracce si perdono nei corridoi degli uffici di via Alimena. Ad oggi non siamo a conoscenza di nuove nomine manageriali come prevede il Decreto Calabria, tanto sbandierato da questo governo come la panacea di tutti i mali per la nostra Sanità, e che finora ha solo creato un cortocircuito su tutto il territorio regionale. In questa condizione di confusione, leggiamo dagli organi di stampa, di auto trasferimenti di dirigenti sanitari, come sembra sia accaduto all’ ASP di Cosenza con il dirigente Sanitario dello Spoke di Paola – Cetraro; ma non solo, leggiamo di atti adottati unilateralmente, tra cui, il più recente, quello di spostare le urgenze ed emergenze chirurgiche dal P.O. di Paola al P.O di Cetraro. Non saremo certamente noi – continua ancora la Uil – a stabilire dove e come vanno allocate le UOC a noi spetta dare contributi e vigilare sulle corrette applicazioni dei contratti e delle norme che sono regolamentate dai DCA Commissariali, che troppo spesso vengono sistematicamente calpestate, come ad esempio il DCA 64. Ci saremmo aspettati che con un vero atto di coraggio si aprisse il confronto con il Sindacato per giungere all’immediata riapertura del punto nascita di Cetraro per come richiesto a gran voce da tutte le parti sindacali che si sono viste costrette ad un esposto alla procura della Repubblica. Ci troviamo invece – scrive il sindacato – davanti a un atto di cui non si comprende l’urgenza ma che sicuramente mortifica, ingiustamente, il lavoro svolto con abnegazione e grande professionalità dal personale che ha garantito con scarse risorse le urgenze ed emergenze che si sono verificate su tutto il tirreno cosentino, in un periodo difficile quale quello estivo.

Questa organizzazione sindacale – si precisa – non vuole entrare nei tecnicismi, perché ci sono le figure e le strutture preposte per disegnare la distribuzione dell’offerta sanitaria sul territorio regionale, attraverso una attenta analisi dei bisogni di salute. Sfortunatamente, però, dobbiamo evidenziare che non si mettono in atto gli strumenti necessari per riorganizzare la sanità in un’ottica di efficientamento dei servizi ma in ottica di campanile che innesca odio tra i lavoratori e alimenta eccessive rivalità territoriali trascinando tutto il territorio nelle guerre tra comuni che pensavamo relegate nel medio evo”.