Sab 31 Lug 2021
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I “furbetti del cartellino”, non demordono in Calabria: sei indagati

Sei misure cautelari di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, per la durata di un anno, sono state notificate oggi ad altrettanti dipendenti del reggino ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata e continuata, falsa attestazione della presenza in servizio e peculato d’uso continuato.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Locri su richiesta di quella Procura della Repubblica.

L’attività di indagine condotta nei primi mesi di quest’anno sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica titolare delle indagini, ha consentito di documentare, anche attraverso un sistema di microtelecamere audiovisive e monitoraggio satellitare dei veicoli, il modus operandi degli indagati. Ogni giorno, i “furbetti” nell’orario di lavoro facevano la spesa, andavano a prendere i figli a scuola, tornavano a casa per svolgere le faccende domestiche. Si adoperavano molto ma, facevano di tutto tranne che compito per il quale percepivano lo stipendio.

Si tratta, di cinque cantonieri della Città di Reggio Calabria ed una dipendente della Regione Calabria in servizio presso la sede di Bovalino.