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Affettività e disabilità: allo Scalfaro di Catanzaro il tabù diventa dialogo

Il diritto alla sfera emotiva e sessuale per le persone con disabilità è stato il tema centrale dell’incontro svoltosi nella sala del Cenacolo dell’istituto superiore del capoluogo calabrese. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Giroquadro e il corpo docente della scuola, ha coinvolto gli studenti delle classi seconde in una riflessione profonda sulla necessità di superare gli stereotipi che ancora circondano questo ambito.

Il ruolo della scuola e delle istituzioni nel percorso di inclusione

L’evento, coordinato dalla professoressa Cinzia Galasso e moderato dalla giornalista Letizia Varano, ha trasformato lo spazio scolastico in un luogo di confronto attivo. Durante l’apertura dei lavori, la vicepreside Alessandra Frijo ha evidenziato come l’istituto intenda proporsi quale presidio di integrazione, capace di accogliere temi che riguardano la quotidianità e la crescita dei giovani oltre i confini della didattica tradizionale.

Al plauso per l’organizzazione si è unita la dottoressa Giusy Iemma, vicesindaco di Catanzaro, che ha definito gli studenti presenti come i veri responsabili dell’innovazione culturale del territorio. Il vicesindaco ha sottolineato che l’inclusione non può essere un processo automatico, ma deve scaturire da una scelta consapevole volta a riconoscere l’affettività come un diritto inalienabile di ogni essere umano, garantendo il sostegno del Comune a reti territoriali capaci di ascolto.

L’analisi psicologica e il valore del consenso

Il focus scientifico è stato affidato alla dottoressa Monica Riccio, dirigente psicologo dell’U.O. NPIA di Lamezia Terme. L’intervento ha esaminato le difficoltà che gli adolescenti riscontrano nel rapporto con la propria sessualità, spesso vissuta con sensi di colpa. Una condizione che si aggrava nel caso della disabilità a causa di un pregiudizio diffuso che tende a infantilizzare il soggetto, negandone i bisogni emotivi e pulsionali.

“L’educazione al rispetto è il punto di partenza”, ha dichiarato la dottoressa Riccio, ponendo l’accento sulla centralità del consenso in ogni tipo di relazione. La necessità di fornire strumenti educativi adeguati è stata ribadita anche attraverso un messaggio della dottoressa Rosetta Mussari, la quale ha confermato l’importanza del tema per la formazione delle nuove generazioni.

Normalizzare la diversità attraverso l’educazione

Il dibattito si è arricchito con l’intervento a distanza di Max Ulivieri, fondatore del comitato Lovegiver, che ha sollecitato il mondo adulto a prendersi la responsabilità di normalizzare la diversità. Ulivieri ha discusso le barriere legate alla privacy e alla dipendenza che spesso limitano la dignità delle persone con disabilità nella gestione della propria intimità, ribadendo che, sebbene la sessualità sia un istinto naturale, essa richiede informazioni corrette e libertà di scelta.

L’incontro si è concluso con un confronto diretto tra gli studenti e gli esperti, evidenziando una forte sensibilità dei ragazzi verso un cambiamento culturale già in atto. La mattinata ha rappresentato un passo verso una visione della disabilità priva di pietismi, in cui ogni unicità viene riconosciuta come parte integrante della ricchezza sociale.