Si è svolta nella sala delle Culture della provincia di Catanzaro, in contemporanea in tutte le Regioni e Province Autonome, la 29^ edizione del Dossier Statistico sulla Immigrazione
A presentare i dati del Dossier è stata la dott.ssa Roberta Saladino, che ha introdotto i dati nazionali, evidenziando che la popolazione straniera al 31 dicembre 2018 residente in Italia è pari a più di 5 milioni e 100mila abitanti, ampiamente superata la soglia dei 5milioni da circa 4 anni (tra il 2014 e il 2015), rispetto all’anno precedente si ha un incremento dell’incidenza pari a più 0,2%, rappresentando oggi l’8,7%.
L’analisi per macroaree conferma che più del 50% della popolazione stabile in Italia risiede nel Nord, mentre il 17% risiede nel Sud, ma c’è da dire che nell’arco degli ultimi anni l’incidenza della distribuzione per macroaree sta mutando, nel senso che al 31 dicembre 2013 il Nord deteneva il 60% della popolazione straniera residente mentre il Sud solo il 14%. Sarà interessante seguire ciò nei prossimi anni.
Anche per quest’anno si collocano nelle prime tre regioni a maggior numero di residenti stranieri la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna.
Un altro dato demografico che emerge dall’analisi, è che in Calabria la femminilizzazione del fenomeno dal 2016 in poi si è arrestata, l’incidenza delle donne sul totale è pari infatti oggi al 48,30%. Mentre a livello nazionale si registra ancora un’incidenza maggiore delle donne sul totale della popolazione straniera (51,7% al 31 dicembre 2018), c’è da dire che più della metà delle regioni fanno registrare un incidenza alta delle donne (16 in tutte, nel podio troviamo la Valle D’Aosta con un incidenza del 55,64%, a seguire Umbria e Marche rispettivamente 55,47% e 54,21%).
I residenti stranieri in Calabria sono originari da più di 150 diversi paesi del mondo. Dopo l’analisi sociodemografica, attenzione puntata sui corridoi umanitari, aperti nel 2016, che continuano ad essere la via più rapida e accessibile per l’accoglienza in Italia di richiedenti asilo concentrati in Libano e in Etiopia. Un progetto che risale al dicembre 2015, quando la Farnesina rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, dell’Interno, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste e della Comunità di Sant’Egidio firmarono il primo Protocollo per l’accesso in Italia di 1.000 profughi provenienti da Libano, Marocco ed Etiopia. Nel 2018, esaurita la prima quota di 1.00 arrivi in assoluta prevalenza dal Libano, il Protocollo è stato rinnovato per una quota analoga e ad oggi sono circa 1,700 i richiedenti asilo arrivati attraverso questo specifico canale ha spiegato il dott.re Jens Hansen.



