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Cosenza festeggia i primi 100 anni di nonna Maria

La sua vita come i fotogrammi di un film, nel quale i momenti drammatici si alternano alle scene felici di una famiglia molto coesa e legata agli antichi valori.

La vita della signora Maria Ottolenghi parte da molto lontano, il 29 ottobre del 1919  ed arriva altrettanto lontano, fino ai giorni nostri. E stamattina, nel Chiostro di San Domenico, le sue 100 primavere sono state festeggiate dal Comune di Cosenza.

Il calore della famiglia ha accompagnato la signora Maria anche stamattina, durante la breve ma significativa cerimonia. Con lei c’erano, infatti, la figlia Antonella e il nipote Gianni.

100 anni portati con fierezza, elegante, profumata della sua inseparabile acqua di colonia, alla quale non rinuncerebbe per nessun motivo al mondo, la signora Maria Ottolenghi ha una memoria di ferro e ricorda con estrema lucidità episodi del passato, suddivisi tra gioie e dolori. Tra i dolori più grandi, la guerra. Il secondo conflitto mondiale costrinse, infatti, all’allontanamento da casa suo marito, Orlando Perrone che al fronte era radiotelegrafista e durante la guerra tornò molto utile all’esercito. Erano sposati da poco (Maria aveva 19 anni). Il distacco fu carico di sofferenza. Ma Maria non si perse d’animo, restando ad aspettare il suo sposo. Gli anni della guerra per Orlando furono travagliatissimi, quasi un calvario. Catturato in Jugoslavia, fu deportato prima in Polonia, poi in Cecoslovacchia, infine in Germania in un campo di concentramento. I suoi commilitoni non fecero più ritorno a casa. Per Orlando, per fortuna, le cose andarono diversamente. Aiutato da alcuni partigiani, riuscì a scappare e, inaspettatamente, quando tutto sembrava perduto, si ricongiunse alla sua famiglia e alla sua sposa. Un film, lo avevamo detto.

Nel 1962 Maria Ottolenghi e il marito si trasferiscono a Cosenza (lei era originaria di Roggiano Gravina, ma si trasferì presto a Fagnano, perché il padre era capocantoniere e per questo soggetto a spostamenti frequenti). Antonella, la loro figlia (l’altro si chiama Adolfo) si iscrive all’Istituto Magistrale. Vorrebbe seguire le orme paterne, che fa il pittore decoratore e il restauratore, soprattutto di chiese, ma il Liceo Artistico a Cosenza non c’è ancora e allora opta per il Magistrale. I genitori la seguono a Cosenza e lì resteranno per tantissimi anni, mettendo su casa in corso Umberto, al civico 79.

Una casa che la signora Maria ha lasciato da qualche anno, dopo la morte del marito, per dividersi tra i due figli, gli otto nipoti e i sei pronipoti. A chi le chiede qual è il segreto della sua longevità risponde senza esitazioni: “mangio di tutto, ma soprattutto molta verdura”. Ama preparare la pasta fatta in casa e il pane: “ho impastato fino a 30 chili di pane”. Dispensa sorrisi e baci a tutti, specchio fedele di una bonomìa che si coglie a vista. “Anche io so riconoscere le brave persone – dice con convinzione – perché la gente buona si riconosce subito”. E, sfogliando l’album dei ricordi, racconta di quella volta che a Fagnano fece la sua comparsa la prima automobile. “Scappammo tutti in casa, impauriti dal rumore”.

Oggi, invece, si gode i successi dei suoi due nipoti, entrambi impegnati nel mondo dello spettacolo e del cinema: l’artista e performer Gianni Testa e l’attrice Larissa Volpentesta. E da un abbraccio a Gianni, presente stamattina nel Chiostro di San Domenico, si capisce quanto affetto  possa provare!

 

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