Unical: “Il cambio della guardia”, lascia Grisci subentra Leone

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Da questa mattina prende in mano le redini del più grande ateneo del mezzogiorno, l’Unical, il professor Nicola Leone.

Il nuovo rettore prenderà il posto del professor Gino Mirocle Crisci.

La consegna ufficiale delle chiavi è prevista per domani, ma ancora ci sono punti oscuri da chiarire.

Da Fattialcubo, Giornale indipendente dell’Università della Calabria, fanno sapere che si registra qualche anomalia.

Il titolo che appare sul giornale, già molto esplicito “Crisci consegna le chiavi dell’ateneo a Leone, ma mancano quelle del Cams“, prosegue con una descrizione dettagliata su quanto sta accadendo all’interno dell’ateneo

Alcuni passaggi:

“Due anni senza comitato di gestione e l’auto-nomina prima della scadenza: sul Cams il rettore uscente Gino Crisci non molla la presa, anzi. Dopo un interregno durato oltre due anni, prima di lasciare il rettorato, il Magnifico ha pensato di rimettere le cose a posto nominando un “nuovo” comitato tecnico-scientifico. La decisione è stata ratificata dal Consiglio d’Amministrazione del 23 settembre scorso: il CTS sarà formato da tre persone, Francesco Raniolo, direttore del dipartimento di Scienze Politiche, Vincenza Calabrò, ordinario di Ingegneria (Dimes) e, neanche a dirlo, lo stesso Crisci che, in virtù della lunga esperienza maturata, si è anche auto-nominato presidente.
Si può fare? Nessun regolamento lo vieta, ma la scelta appare comunque di cattivo gusto, specie nei confronti del rettore entrante: il comitato così composto resterà in carica tre anni, piaccia o meno al professor Leone, visto che il presidente può essere sfiduciato solo dal CTS. Per questo motivo Crisci ha preferito un organismo “snello” di tre persone, della serie “meno siamo, meglio stiamo”: d’altronde il regolamento fissa un tetto massimo di cinque componenti e non un tetto minimo. Ancora meglio se, fra questi, non c’è nessuno d’area umanistica: una scelta ancora una volta penalizzante verso il Dams e i docenti di cinema e teatro.
Tutto a norma di legge per carità, ma trattandosi del Cams una maggiore collegialità non guasterebbe. Il Cams non è un centro come gli altri. Anche il CTS del Centro Editoriale è stato rinnovato di recente: quattro i membri nominati, Rolli, Caligiuri, Parini e Talia. Ma mentre il Centro Editoriale gestisce tre stanzette e un archivio umido e polveroso al Polifunzionale, il Cams ha in mano strutture di grande valore per l’Università: due teatri (Auditorium e PTU), due anfiteatri e due sale cinematografiche, con relative stagioni, festival, eventi e progetti culturali molto ben finanziati.

Il Cams possiede poi altri spazi al Polifunzionale, l’ex biblioteca Tarantelli e l’Anfiteatro, dove ospita le prove settimanali e l’esibizione annuale del Coro Polifonico – l’ultima l’estate scorsa per pochi intimi.
Insomma, fra le chiavi che il professor Crisci consegnerà al suo successore il prossimo 30 ottobre, sembra manchino proprio quelle del Cams”.

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