Mer 15 Lug 2020
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Anziano cosentino picchiato selvaggiamente e sputato, badante rumena agli arresti

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E’ accaduto di nuovo. Un altro caso di anziani maltrattati. L’ultimo episodio si è verificato proprio nella nostra regione, a Cosenza.

Una violenza inaudita perpetrata ai danni di un anziano 82enne da parte della sua badante, colei che invece avrebbe dovuto prendersi cura del vecchietto. Adesso è finita la lunga agonia per l’82enne, la badante rumena di 52 anni è stata arrestata dai Carabinieri con l’accusa di lesioni personali aggravate, sequestro di persona, minaccia continuata, furto aggravato, tentata estorsione e maltrattamenti.

Il provvedimento scaturisce da un’accurata indagine svolta dai militari che ha consentito di ricostruire l’agghiacciante storia di maltrattamenti e soprusi ai danni del “povero” signore affetto da gravi problemi di salute.

L’attività dei carabinieri ha avuto inizio, quando una donna di origini bulgare ha segnalato agli uffici della Caserma P. Grippo, di aver appreso da terze persone che un anziano era tenuto segregato all’interno di un appartamento sito in via della Repubblica. Immediatamente, i militari si sono recati presso l’abitazione indicata al fine di verificare la veridicità di quanto sostenuto. All’arrivo dei carabinieri l’anziano: “Che dio vi aiuti, siete venuti a salvarmi!”

Al loro ingresso, i militari hanno trovato l’anziano disteso su un lettino di fortuna posizionato in un angolo angusto della cucina, il quale alla vista del personale in divisa, esclamava “Che dio vi aiuti, siete venuti a salvarmi!”. Da lì comincia un racconto raccapricciante: angherie, soprusi, minacce e vessazioni, violenza fisica e verbale. Addirittura l’anziano – racconta ai militari – di aver ricevuto pugni in testa, schiaffi violenti e sputi sul viso.  La donna, inoltre, si era anche impossessata del suo bancomat e relativo codice Pin da cui aveva prelevato, indebitamente, somme per un complessivo di 3.500 euro, e pretendeva per la sua restituzione la consegna di una somma di 5.000 euro in contanti. Per tutto il periodo in cui è stato segregato, all’uomo veniva dato pochissimo da mangiare, l’indispensabile per la sua sopravvivenza.

Per la donna disposta l’applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari con divieto di comunicare con terzi sia personalmente che telefonicamente/telematicamente.