Nel corso dell’ultima riunione del Comitato Direttivo della CGIL di Cosenza, è emersa una forte inquietudine rispetto alla condizione in cui versa la città. Non si tratta, purtroppo, di una novità, ma la deliberazione di dissesto emessa dalla Corte dei Conti aggraverà ulteriormente il lento ma costante decadimento che Cosenza sta vivendo ormai da anni e non solo sotto il profilo dell’organizzazione e del funzionamento della città, ma anche da punto di vista sociale, civile ed istituzionale.
Le conseguenze del dissesto finanziario del Comune, inoltre, non saranno indolori ed i Commissari nominati dal Viminale dovranno gestire la massa debitoria accumulata al 31 dicembre 2019 e dopo tre mesi dovrà essere predisposto un “bilancio stabilmente riequilibrato” da sottoporre all’approvazione del Ministero degli Interni. Ciò non potrà non avere riflessi sull’attività corrente, incidendo innanzitutto tutto sulle tariffe e sui tributi, mentre ancor più concreta è la possibilità che la prosecuzione dei già scarsi ed insufficienti servizi sociali a favore dei più deboli, degli anziani, dei bambini non possa essere assicurata, perché la spesa non potrà aumentare, dovendosi limitare l’Amministrazione a gestire le risorse in bilancio, senza poter ricorrere ad alcun artifizio contabile né tanto meno ad ulteriori forme di indebitamento, come evidentemente avvenuto negli anni scorsi.
Quella nella quale viviamo è un città che sta perdendo la propria identità, immersa in una sorta di infinito processo di trasformazione della sua immagine, un cantiere sempre aperto, in cui ogni giorno i cittadini frastornati scoprono che è variato il senso di circolazione della strade – ormai pochissime quelle transitabili – in un mega tabellone di Monopoli impazzito; i lavori iniziati da anni giacciono incompiuti sotto gli occhi di tutti, viali sventrati e lasciati abbandonati tra transenne e divieti di accesso, annunci di conclusione delle opere a data da destinarsi e ritardi che nessuno sa giustificare, se non con il consueto rimpallo di responsabilità tra una istituzione e l’altra, mentre nel frattempo il rischio di fallimento e di chiusura di centinaia di attività commerciali si fa sempre più cogente.
Mentre il furore “architettonico” del Sindaco impedisce non solo ai cosentini ma anche agli abitanti dell’hinterland di fruire del nucleo cittadino, ricco di chiese, palazzi, opere d’arte, questi sì, vero cuore pulsante di Cosenza, a cominciare dal centro storico.
Da quasi un decennio si sta tentando di mascherare l’inadeguatezza amministrativa e progettuale con l’organizzazione di eventi, spesso di discutibile qualità, per dare all’esterno l’immagine di una città moderna, vivibile, ricca, entrata nei circuiti che contano, mentre basterebbe andare nelle periferie per constatare lo stato di abbandono e di degrado di interi quartieri o guardarsi attorno per scoprire che accanto a noi vivono persone sole, poveri, immigrati, donne e uomini che hanno perso il lavoro e spesso anche la dignità, insomma i più deboli, gli invisibili, che non rientrano evidentemente nei progetti di questa Amministrazione.
La CGIL pensa che sia arrivato il momento perché le forze sociali, le associazioni, tutte le componenti democratiche della società cosentina, gli stessi cittadini liberi e consapevoli – che sono sicuramente tanti – decidano di rialzare la testa, promuovendo iniziative e organizzando forme di mobilitazioni collettive che ridiano voce a chi in questo momento vive con profonda preoccupazione lo stato delle cose e intendano quindi reagire, come è sempre accaduto in questa città, che ha sempre espresso nel corso dei secoli personalità di assoluto rilievo sotto tutti i profili, da quello culturale a quello politico, che inorridirebbero a sentire che l’emblema dell’”Atene della Calabria” possa essere il barbaro Alarico.
Alla luce delle riflessioni appena svolte, in occasione della riunione del Comitato Direttivo, la CGIL forte della responsabilità di essere la più grande Organizzazione democratica del nostro Paese, intende farsi promotrice di un tale movimento di opinione, attivandosi da subito per promuovere incontri e dando la propria disponibilità a quanti intendessero muoversi nella stessa direzione.



