Nell’ambito della consultazione pubblica promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la revisione del Codice della Strada, l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” ha registrato l’accoglimento di una misura chiave. Il nuovo impianto normativo recepisce una proposta avanzata dal presidente dell’associazione, Leonardo Caligiuri, durante l’audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera nel novembre 2024: la destinazione integrale delle somme incassate tramite le sanzioni stradali alla sicurezza della rete viaria.
In base alla disciplina precedente, soltanto il 50% dei proventi era vincolato a interventi per la sicurezza, mentre la restante quota poteva essere impiegata per finalità differenti. La modifica elimina questa ripartizione, stabilendo che il 100% delle risorse sia riservato all’ambito stradale. Nello specifico, il 70% dei fondi verrà impiegato per il potenziamento degli standard di sicurezza delle infrastrutture, inclusi il rifacimento della segnaletica, l’installazione di barriere di contenimento e le opere di ammodernamento, mentre il 30% andrà al rafforzamento dei controlli e degli accertamenti.
La nuova richiesta: fondi vincolati alla manutenzione delle arterie degradate
Durante la riunione con il Ministero, l’associazione, rappresentata dal direttore operativo Fabio Pugliese, ha rilanciato con una nuova proposta: vincolare obbligatoriamente il 50% dell’intero gettito derivante dalle multe alla manutenzione della rete viaria. La misura andrebbe a incidere direttamente sulla quota del 70% riservata alle infrastrutture, garantendo risorse certe per contrastare lo stato di degrado in cui versano numerose strade.
“Se ogni 100 euro incassati attraverso le sanzioni vengono finalmente destinati alla sicurezza stradale, è indispensabile che almeno 50 euro siano utilizzati per eliminare una delle principali cause di incidentalità: il degrado delle infrastrutture.”
L’organizzazione sottolinea come buche, avvallamenti, assenza di regimentazione delle acque ed elementi di rischio sul piano viabile rappresentino un pericolo costante per gli automobilisti. La richiesta mira a trasformare la manutenzione ordinaria e straordinaria in una priorità normativa per prevenire i sinistri e tutelare l’incolumità pubblica.



