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Nessuna risposta concreta dalla politica: i lavoratori TIS pronti a bloccare la Cittadella Regionale

L’esito del recente incontro tra la USB Federazione del Sociale, il Dipartimento del Lavoro e l’Assessore Giovanni Calabrese ha confermato una realtà amara per i Tirocinanti di Inclusione Sociale della Calabria. Per l’ennesima volta, centinaia di persone che per anni hanno garantito il funzionamento dei servizi pubblici locali si ritrovano senza prospettive concrete e immerse in una profonda incertezza. Il percorso politico attuale appare completamente distante dalle reali esigenze di giustizia sociale, riducendo anni di servizio essenziale a una trattativa al ribasso che restringe le garanzie anziché offrire contratti di lavoro veri, stabili e a tempo pieno.

Di fronte a questo scenario, la USB ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione di tutta la categoria, rifiutando di attendere passivamente la prossima legge finanziaria o l’ennesima promessa non mantenuta. Il sindacato articola una linea d’azione netta che parte, per gli idonei, dalla possibilità per i Comuni di attingere alle graduatorie attive degli enti limitrofi e dalla necessità di riformulare le prove di idoneità per dare una seconda chance agli esclusi. Per chi è rimasto fuori, si richiede un sostegno al reddito di sei mesi tramite tirocini di stabilizzazione all’interno della Regione e delle relative partecipate, con il vincolo tassativo di non dirottare nessuna soluzione verso il settore privato.

La vertenza punta i riflettori anche sui ritardi economici più critici. Oltre 70 tirocinanti attendono ancora l’indennità una tantum; la Regione ha garantito che il decreto è in fase di definizione per consentire ad Arpal il saldo di 2.100 euro a testa, ma la cautela resta massima. Contestualmente si sollecita la rapida chiusura delle procedure relative al Progetto GOL, compresi i pagamenti spettanti. Per chi sceglie l’uscita volontaria (il cosiddetto “zainetto”), la richiesta è una liquidazione pari a 54.000 euro, cifra equivalente all’investimento regionale previsto per ogni lavoratore stabilizzato, così da riconoscere il valore degli anni di servizio prestati.

Infine, massima attenzione è rivolta agli over 60, per i quali si chiede la riapertura della fascia d’accesso su base volontaria, un adeguamento del sostegno economico mensile rispetto agli attuali 631 euro insufficienti a fronteggiare il carovita e la risoluzione delle anomalie fiscali emerse nei modelli 730. Lo stato di agitazione proseguirà fino a venerdì 11 settembre 2026: in assenza di atti formali e impegni vincolanti entro tale data, scatterà una mobilitazione serrata che vedrà una prima grande manifestazione il 15 settembre presso la Cittadella Regionale.