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Xylella in Calabria, l’allarme di Coldiretti: «Dobbiamo agire subito per salvare 25 milioni di ulivi»

Il batterio Xylella fastidiosa della sottospecie pauca ha fatto la sua comparsa in Calabria. L’allerta per il settore olivicolo della regione è scattata a seguito del primo focolaio individuato nel territorio comunale di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria. La Regione Calabria è intervenuta delimitando un’area infetta con un raggio di 50 metri attorno agli esemplari risultati positivi e stabilendo una zona di cuscinetto estesa per 2,5 chilometri, misura che coinvolge anche porzioni dei territori comunali di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

L’iter amministrativo e la segnalazione sul territorio

La scoperta ha avuto origine dalla segnalazione inoltrata da un proprietario terriero il 15 luglio. I successivi controlli e campionamenti condotti tra luglio e agosto, assieme alle analisi di laboratorio, hanno condotto alla stesura della relazione tecnica e fitosanitaria inviata alla Regione il 27 agosto. Con il decreto dirigenziale numero 14746 del primo settembre, l’amministrazione regionale ha ufficializzato l’individuazione della sottospecie pauca del batterio e la perimetrazione dei territori coinvolti, approvando il relativo piano d’azione che disciplina le attività di eradicazione, il monitoraggio continuo e le limitazioni per lo spostamento delle specie vegetali sensibili.

L’esperienza pugliese e le valutazioni dei rappresentanti di settore

La presenza del batterio era un evento temuto nel comparto, come evidenziato dal direttore regionale di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini: «Non è un fulmine a ciel sereno, temevamo potesse arrivare in Calabria. Oggi la Xylella si trova fino alla provincia di Foggia e noi abbiamo il vantaggio di avere una certa esperienza: potremmo partire con un po’ più di conoscenza». Il riferimento diretto riguarda la crisi che ha interessato la Puglia negli anni passati, territorio in cui prosegue l’applicazione di protocolli per il contenimento dell’infezione e il contrasto agli insetti vettori.

Nel mettere a confronto le due realtà regionali, Cosentini ha espresso forte attenzione per la salvaguardia del patrimonio arboreo locale: «Siamo preoccupati perché dobbiamo evitare la morte di esemplari di ulivo. In Puglia ne sono morti 20 milioni, in Calabria ce ne sono 25 milioni. Questo dà la misura dell’emergenza». Per contenere la diffusione del patogeno, la strategia indicata prevede la massima tempestività: «Si può contrastare intervenendo tempestivamente sulle piante infette, facendo attività di monitoraggio nelle zone cuscinetto e allargando il monitoraggio a tutta la Calabria. Bisogna distruggere le piante infette».

La gestione dell’emergenza e il sostegno economico all’agricoltura

Nonostante la gravità della situazione, il quadro normativo attuale offre strumenti specifici per la gestione della criticità e per il supporto alle aziende agricole interessate. «La Xylella si può gestire e si può convivere con questo problema. Si possono attivare forme di finanziamento, perché finalmente l’Unione europea ha legiferato e ha prodotto un regolamento che impone la lotta alla Xylella, sostenendo anche le Regioni che devono far fronte alle spese», ha puntualizzato il direttore di Coldiretti Calabria.

Le misure operative previste comprendono azioni sul piano del monitoraggio, delle analisi di laboratorio, dell’abbattimento e della successiva conversione delle cultivar. Sotto il profilo dei ristori destinati agli agricoltori colBegin, Cosentini ha ricordato le garanzie previste: «Laddove sarà necessario rimpiazzare le piante colpite e morte a causa della Xylella, o quelle avviate verso la morte, potranno intervenire finanziamenti e contributi comunitari in grado di ristorare gli agricoltori e riportare le condizioni produttive allo stato ottimale».