Ven 18 Giu 2021
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Inchiesta Passpartout: politici e dirigenti regionali oggi in aula

Inchiesta Passpartout, si torna in aula.

Il 26 ottobre scorso, la Procura della Repubblica di Catanzaro aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati dell’inchiesta Passpartout, ovvero per Nicola AdamoMario OliverioLuigi ZinnoGiuseppe Lo FeudoPietro VenturaRocco BorgiaAntonio CapistroGiuseppe TrifiròMario Occhiuto, Luigi IncarnatoLuca MorroneTito Berti NulliSanto MarazzitaPasquale GidaroArturo VeltriGiulio MarchiArmando LatiniGiovanni ForcinitiFortunato Varone e Eugenia Montilla e Mario Occhiuto

Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta, corruzione e traffico di influenze illecite in relazione ad alcuni appalti. La prima udienza dal gup, Alfredo Ferraro, era stata fissata per il 13 dicembre, in quella data è stata sollevata la questione preliminare sulla competenza territoriale rinviando il tutto ad oggi. I legali difensori chiedevano il trasferimento del procedimento al Tribunale di Cosenza, poiché i reati contestati, se commessi, lo sarebbero stati relativamente ad appalti nella città bruzia e Rende e la competenza non sarebbe spettata dunque al Tribunale di Catanzaro. Questa mattina il giudice scioglie la riserva: il processo è incardinato correttamente a Catanzaro. 

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni degli imputati facevano parte di un’associazione a delinquere – l’accusa non riguarda Occhiuto – che, nei rispettivi ruoli politici, amministrativi, istituzionali ed imprenditoriali, si muoveva con lo scopo di orientare in proprio favore le attività connesse alla opere pubbliche, e “commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”. Di questa organizzazione, secondo l’accusa, Oliverio e Adamo erano i promotori. Accusa in parte ridimensionata dal gip che, nella fase delle indagini preliminari, esaminando una richiesta di sospensione dai pubblici uffici per altri indagati, nel maggio scorso aveva affermato che gli indagati sembrano agire in virtù di “una prassi generalmente accettata”, gestendo “in chiave opportunistica le dinamiche politiche” ma “manca la dimostrazione del fatto che abbiano agito in forza di un vincolo di natura associativa”.

Oggi dunque si torna in aula a Catanzaro. Nel corso dell’udienza di questa mattina si è discusso sulle questioni preliminari inerenti le costituzioni di parti civili. Il giudice rileva che le costituzioni di parte civile debbano essere intese in senso astratto, rimanendo riservata ogni valutazione in ordine alla pretesa risarcitoria, dunque ammette le costituzioni di parte civile riservando ogni valutazione in ordine al merito della pretesa risarcitoria.

Hanno deciso di rendere interrogatorio nel corso dell’udienza preliminare, gli imputati Luigi Zinno, Antonio Capristo e Giuseppe Lo Feudo, accusati insieme agli altri, di turbata libertà degli incanti, corruzione, traffico di influenze illecite, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture.

Il Gup ha formalizzato il rito abbreviato per Tito Bertinulli, 63 anni, Giovanni Forciniti, 55 anni, Pasquale Gidaro di 52 anni, Eugenia Montilla, di 56 anni, e Fortunato Varone di 42anni.

Udienza rinviata al prossimo 30 marzo.