Le speranze dei calabresi all’indomani del voto

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A cura dell’Avv. Luigi Salvatore Falco

All’indomani delle regionali occorre una sana e costruttiva riflessione.

Tale momento di raccoglimento è necessario a comprendere cosa fare del futuro di questa terra oserei dire da oltre tempo bistrattata da politici di ogni genere e specie.

Nessuna intenzione di voler offendere nessuno ma il dato è chiaro: la politica ha avuto, viste le ricchezze della Calabria, una Ferrari in mano e non è MAI riuscita a superare i 50 km orari!

Una circostanza che determina sconforto e rassegnazione?

Assolutamente no!

I calabresi, gente fiera e con la “testa dura”, non sono soggetti a rassegnazione poiché non amano piangersi addosso in quanto preferiscono avere la propria rivincita con il futuro stretto tra le proprie mani.

I calabresi, quelli veri, con il cuore pieno di sogni, sperano e ambiscono al riscatto della propria terra e faranno di tutto per ottenere questo giusto riconoscimento.

Bene.

Ora spetta al primo Presidente donna della Calabria dare lo slancio per la rinascita della nostra terra.

Come?

Semplicemente come avevano l’onere di fare i precedenti governi regionali: con onestà, impegno e amore per la Calabria e i calabresi.

Non è in dubbio la ricchezza storica, archeologica, culturale e turistica di questa terra né, tantomeno, il valore di molti che la abitano.

Ed allora, perché non è mai decollato lo sviluppo della Calabria?

Evidentemente, non erano sbagliati gli ingredienti bensì il modo di impastare!

E’ necessario che la polita prenda atto di questo importante, e oggettivo, dato: il sistema Calabria NON ha funzionato e solo mutando tale sistema, sin ora vigente, c’è speranza di cambiare davvero qualcosa.

Pertanto, scambi clientelari, “amici di amici”, assistenzialismo ingiustificato e cose del genere non dovranno più trovare posto nel vocabolario della nuova classe dirigente.

Deve andare avanti chi merita per valori propri e non grazie alle raccomandazioni di Tizio piuttosto che di Caio.

D’altronde non mancano i riconoscimenti da parte del resto del mondo per le nostre ricchezze e i nostri talenti e, quindi, perché non valorizzarle al meglio?

Detto ciò, lascio la parola (meglio i fatti!) al nuovo Presidente e ai consiglieri tutti sperando e credendo che, anche in Calabria, qualcosa potrà realmente cambiare.

 

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