Centro neurogenetico al collasso, Puccio: “Fatti e non parole”

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In merito ad depauperamento di risorse destinate alla sussistenza del Centro di Neurogenetica dell’Ospedale di Lamezia Terme, presidio d’eccellenza calabrese, interviene attraverso un comunicato stampa, il Responsabile organizzativo PD Calabria, Giovanni Puccio

“Tutte le istituzioni pubbliche competenti scongiurino il rischio di chiusura del Centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Sono diversi mesi che siamo costretti ad ascoltare il grido di allarme sia della direttrice Amalia Bruni, ricercatrice di fama internazionale, che del presidente dell’Associazione CNR, Antonio Laganà che invocano l’assoluta urgenza di  rifinanziamento dell’apposita legge regionale approvata dal Consiglio nel 2007 e che era stata predisposta proprio per garantire la necessarie risorse finanziarie al Centro di Neurogenetica.

A nulla sembrano aver portato queste invocazioni di aiuto così come, al momento,  l’appello inviato anche al Presidente della Repubblica. I fondi a disposizione sono insufficienti, Regione e Asp di Catanzaro non danno alcun segnale positivo con il risultato che dal prossimo 1 marzo una decina di dipendenti dell’Associazione resterà a casa: le lettere di preavviso di licenziamento sono state già inviate.

Tutto questa situazione è davvero inaccettabile soprattutto in un periodo in cui la ricerca italiana ha, ancora una volta, raggiunto livelli di eccellenza mondiali.

Il CNR e l’Associazione lametina hanno dimostrato in lunghi anni di attività che anche in Calabria, grazie alla competenza e dedizione di ricercatori, medici e volontari è stato possibile ottenere risultati importantissimi nella ricerca e studio delle malattie neurodegenerative.

I numeri sono l’elemento più obiettivo: 6000 i campioni custoditi prelevati da affetti da malattie neurodegenerative, con una banca dati di 150.000 soggetti.

A questo si aggiungano le numerosissime citazioni e riconoscimenti internazionali che in tanti anni di attività sono stati tributati al Centro che ha anche visto, poco tempo fa, la sua direttrice, Amalia Bruni essere riconfermata nel Comitato scientifico dell’Istituto Superiore della Sanità.

La fama e gli studi condotti a Lamezia Terme e ripresi in tutto il mondo, quale patrimonio scientifico universale nella prevenzione e cura dell’Alzheimer, hanno conferito per anni lustro all’intera sanità calabrese, dando dimostrazione che anche nella nostra terra, se si creano le giuste condizioni, i nostri professionisti sono in grado di eccellere e primeggiare.

Tutto questo patrimonio di efficienza, risultati e credibilità internazionale non può essere perduto e, anzi, deve essere assolutamente valorizzato. Come abbiamo imparato in questi giorni, infatti, il lavoro dei ricercatori italiani può contribuire in maniera decisiva nella lotta alle nuove e vecchie malattie, ragion per cui proprio in questo delicato settore andrebbero impegnate adeguare risorse economiche che consentano di poter svolgere con serenità un lavoro lungo, delicato e così importante per la salute di tutti noi.

Non è più tempo di parole, dunque, ma di fatti concreti. L’Asp di Catanzaro provveda subito al pagamento, fermo da ben 6 mesi, delle richieste di rimborso a titolo di funzionamento presentate dall’Arn Onlus e la Regione si impegni in tempi rapidissimi al rifinanziamento della legge regionale approvata nel 2007. Si dia prova tangibile che agli elogi pubblici e ai complimenti di circostanza, ogni qual volta si raggiunge un brillante risultato scientifico, seguono atti concreti di responsabilità nell’assistenza e nei servizi a tutela della collettività”.

 

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