Gio 8 Dic 2022
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Vibo: detenuto nei guai, nascondeva cellulare nelle parti intime

Un micro-telefono cellulare addosso a un detenuto del circuito ad “alta sicurezza”. Il rinvenimento grazie ad una meticolosa operazione del reparto di Polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Vibo Valentia.

Il detenuto di origine campana nascondeva il dispositivo telefonico nelle parti intime.

Lo riferisce Salvatore Paradiso, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria per la Calabria, che osserva: “Dopo il contributo fornito a ‘Rinascita Scott’ piace evidenziare un’altra brillante operazione del che dimostra come con l’impegno costante e la coesione interna, favorita particolarmente dal Comandante, si possa sopperire a carenze che vanno dall’inadeguatezza degli organici alla carenza di dotazioni tecnologiche e strumentali. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria centrale ha comunicato già il 7 gennaio di aver distribuito in Calabria 15 apparati utili alla rilevazione di telefoni cellulari, “ma allo stato non si hanno notizie della formazione degli operatori al loro impiego né dell’avvenuta distribuzione di tale apparecchiature presso le sedi penitenziarie a opera del Provveditorato regionale, ragione per cui è sempre e solo grazie alla perspicacia delle donne e degli uomini del Corpo se si riescono a garantire nelle carceri della regione i richiesti livelli di sicurezza, anche per non mandare in fumo le importanti operazioni condotte dalle varie Dda, prime fra tutte quella di Catanzaro. A quelle donne e quegli uomini – conclude Paradiso – va il plauso e l’apprezzamento di tutta la UILPA Polizia Penitenziaria”.