Anziani maltrattati in Casa di Riposo: indagini chiuse per 17 persone

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“Schifoso, animale, capra, mi fai schifo, pazza, scema” e, ancora: “Cambiati o ti prendo a legnate, se non ti lavi ti prendo a schiaffi, io ti ammazzo”. Erano solo alcuni degli insulti rivolti agli anziani, che purtroppo spesso venivano anche presi a schiaffi e spintonati anche durante le ore di sonno.

La triste vicenda riguarda anziani ospiti della residenza sanitaria assistenziale “San Francesco Hospital” di Settingiano (CZ) e venne a galla nell’aprile dello scorso anno dopo la denunce presentate da familiari di persone ricoverate nella struttura. L’operazione, denominata “Ti fa stare bene”, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia di Catanzaro con coordinamento del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e del pm Stefania Paparazzo, ha consentito di far luce su orribile delitti ampiamente documentati anche dalle telecamere nascoste delle forze dell’ordine.

Secondo i video in mano alle Fiamme Gialle, gli ospiti della casa di cura trascorrevano intere giornate in un corridoio al seminterrato della struttura, trasformato in una specie di sala comune, abbandonati sulle loro sedie e carrozzine dove spesso si addormentavano in posizione innaturale.

anziani picchiati casa di riposo

Oggi si chiude la seconda parte di un triste capitolo con la notifica dell’avviso di chiusura indagini per 17 persone, tra personale e direttore sanitario della struttura. Sono indagati, a vario titolo, per maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni personali colpose e falsità ideologica. Avranno 20 giorni di tempo per farsi interrogare o presentare memorie difensive, prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

L’avviso è stato notificato a Stefania Paparazzo, Luca Pilato, Marco Rocca, Antonio RotellaFrancesco VociAntonio Munizza, Antonino MassaraGiuseppe Bonifacio, Anna IannoccariAntonio PapuzzoRita CerminaraConcetta Scarfone, Marco AmorosoMaria Teresa Lucia Pontieri, Luca ScardamagliaCaterina SerratoreEtleva Ramaj e Antonio Lagrotteria.

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