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Calabria da sogno, viabilità da incubo: tra bellezze mozzafiato e cantieri lumaca

Con l’arrivo del primo vero caldo stagionale e il lungo weekend del 2 giugno alle porte, la Calabria indossa il suo abito migliore. Da Tropea a Scilla, passando per i vicoli senza tempo dei borghi dell’entroterra fino alle vette incontaminate della Sila e del Pollino, la nostra regione si conferma un paradiso terrestre capace di togliere il fiato. Un mix unico di mare stupendo, montagne magnetiche e ospitalità calorosa che, proprio in questi giorni, sta richiamando migliaia di turisti e residenti desiderosi di una gita fuori porta.

Peccato, però, che per godersi questo spettacolo della natura si debba prima superare un vero e proprio “girone dantesco”: la viabilità regionale.

L’autostrada A2 e il gioco dell’oca tra i birilli

Se i panorami mozzano il fiato, le strade principali – quelle che dovrebbero unire la regione da un capo all’altro – mozzano la pazienza. Il grande incubo di questo fine settimana di festa si chiama, come sempre, Autostrada A2 del Mediterraneo.

La principale arteria calabrese si presenta puntualmente all’appuntamento con la bella stagione nella sua veste peggiore: una gimcana infinita. Il tratto autostradale è perennemente costellato da cantieri, molti dei quali, a guardare bene, sembrano veri e propri “cantieri fantasma”, dove non si vede l’ombra di un operaio ma le cui barriere rimangono lì, granitiche, a sfidare il buon senso.

Il bollettino del viaggiatore: Chilometri e chilometri di birilli, deviazioni improvvise e restringimenti di carreggiata che costringono gli automobilisti a procedere a 30 chilometri orari. Il tutto, ovviamente, sotto un sole cocente e all’interno di lamiere che si trasformano in forni.

Il segno della croce prima di partire

In queste condizioni, muoversi in Calabria diventa un atto di fede. È inutile pianificare i tempi di viaggio basandosi sulle normali distanze: oggi, per percorrere appena 100 chilometri, è necessario farsi il segno della croce e mettere in conto dalle due alle tre ore di viaggio, sperando che non si verifichi alcun intoppo maggiore. Una situazione insostenibile che trasforma un weekend di relax in un esercizio di autocontrollo, dove le imprecazioni al volante diventano purtroppo la colonna sonora del viaggio.

La bellezza non basta più

Questa dicotomia tutta calabrese lascia l’amaro in bocca. Non basta avere il mare più bello d’Italia o borghi che sembrano dipinti se poi l’accesso a queste meraviglie è un percorso a ostacoli punitivo per i cittadini e penalizzante per il turismo.

La Calabria merita di essere visitata, amata e vissuta, ma per farlo davvero ha bisogno di strade degne di questo nome. Nel frattempo, armatevi di tanta pazienza, acqua fresca a portata di mano e… buon viaggio (nonostante tutto) a chiunque si metterà in strada in questo weekend.