Il sistema della mobilità calabrese continua a mostrare profonde disparità territoriali, muovendosi a ritmi opposti tra la rapidità della linea tirrenica e la storica lentezza che caratterizza il versante jonico. A sollevare la questione è il Comitato dei pendolari della Jonica, che ha indirizzato una dura nota all’indirizzo dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo. L’esponente della giunta è accusato di concentrarsi eccessivamente sulle attività promozionali e di rimanere distante dalle problematiche quotidiane vissute da chi usufruisce dei servizi ferroviari.
Le critiche del Comitato alla gestione della mobilità
I rappresentanti dei viaggiatori, pur riconoscendo le capacità comunicative dell’assessore, chiedono un immediato e radicale cambio di rotta nella gestione delle priorità regionali.
“A vederlo tra calici, selfie e inaugurazioni, Gianluca Gallo sembra più il direttore commerciale di Verona Fiere che l’assessore ai trasporti della Regione Calabria”, punge con ironia il Comitato nella nota ufficiale.
I portavoce proseguono evidenziando la distanza tra l’immagine istituzionale e le necessità pratiche dell’utenza. “Nessuno mette in dubbio il talento: l’oratoria è suadente, il sorriso rassicurante, la presenza scenica da manuale. Il problema è che i pendolari non devono degustare un rosato in anteprima: devono arrivare al lavoro entro le otto”.
I disservizi sulla linea jonica e l’isolamento delle aree interne
Secondo i dati raccolti dai rappresentanti dei viaggiatori, la programmazione dei trasporti per la stagione estiva ha accentuato gli squilibri tra le diverse aree della regione, penalizzando i collegamenti sul versante jonico e l’efficienza dei mezzi.
“Treni regionali soppressi a raffica, bus sostitutivi che arrivano quando arrivano, carrozze d’estate trasformate in forni viaggianti”, denunciano i pendolari, descrivendo le condizioni attuali del servizio.
Il Comitato contesta la ripartizione delle risorse e l’attenzione dedicata ai diversi territori. “L’offerta estiva 2026 ha coperto d’oro il Tirreno e lasciato allo Ionio le briciole: Locride e Catanzaro ancora una volta restano spettatrici, dopo anni di appelli di sindaci e comitati. Le aree interne sono isolate, le autolinee sempre più precarie. In compenso, i comunicati stampa viaggiano puntualissimi: quelli non subiscono mai soppressioni”.
Le contestazioni sulle riattivazioni delle tratte ferroviarie
Un altro punto di frizione riguarda la comunicazione istituzionale sui recenti provvedimenti per il ripristino di alcune linee ferroviarie. Gli interventi, presentati dalla Regione come importanti traguardi, vengono considerati intempestivi da parte del Comitato dei pendolari.
I viaggiatori analizzano con precisione le tempistiche stabilite per la ripresa dei collegamenti. “Ci rallegriamo per i treni riattivati a nord di Sibari, ma riattivati si fa per dire: se ne riparla dal luglio, e per la Sibari-Taranto addirittura dal 13 settembre”. Tali tempistiche, secondo la nota, riducono l’efficacia dei servizi durante il periodo di maggiore afflusso turistico e creano disagi ai residenti.
“Due coppie di corse annunciate con l’enfasi di uno sbarco lunare la dicono lunga sul punto di partenza: qui si festeggia il ritorno al minimo sindacale come fosse un traguardo storico”, aggiunge il Comitato.
La richiesta di un cambio di priorità nelle politiche regionali
La critica espressa dai pendolari tocca anche l’operato precedente dell’assessore nel comparto agricolo, sollecitando un confronto basato sui risultati concreti piuttosto che sulla visibilità mediatica.
“L’assessore ci mostri i numeri veri, quelli dell’occupazione nei campi, non quelli degli stand al Vinitaly, e poi ne riparliamone del bilancio milionario di quegli anni”, incalzano i membri del Comitato, chiedendo un focus programmatico incentrato sulla regolarità dei trasporti.
La nota si conclude con un appello per una rimodulazione degli obiettivi dell’assessorato. “Ai calabresi non serve un ambasciatore del brindisi. Serve un assessore ai trasporti: sobrio, presente, con l’orario ferroviario in mano invece del calice. Chiediamo poco, in fondo: una Calabria normale, con treni normali. Il resto è fiera campionaria”.



