Cosenza: Italia in Comune e CASCo puntano l’attenzione su programma Occhiuto e rimpasto di giunta

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Attraverso un comunicato stampa congiunto a firma Italia in Comune Cosenza e CASCo, il disappunto in merito all’azione amministrativa del sindaco Occhiuto rispetto alle linee guida presenti nel suo programma elettorale ed il loro pensiero sul possibile rimpasto nella Giunta.

“Dalle cronache dei giornali da tempo si legge di un possibile rimpasto nella Giunta oltre alla definizione del nuovo vice sindaco della città, voci che si sono rafforzate anche per via dei risultati scaturiti a seguito delle elezioni regionali del 26 Gennaio scorso. Se volessimo dare una chiave di lettura amministrativa un rimpasto, al netto di queste sopravvenute esigenze, non vuol significare altro che il correggere errori nell’individuazione della squadra di governo della città.

Manca meno di un anno e mezzo alle prossime elezioni, i commissari in arrivo e questa volta anziché analizzare i bilanci del comune abbiamo provato a tracciare un bilancio della seconda consiliatura targata Mario Occhiuto.

Il suo corposo programma elettorale identificava ben 20 linee guida, dunque dei punti cardine dell’azione di governo ma anche in questo caso non possiamo non riscontrare come il saldo tra cosa è stato fatto, cosa si sta facendo e cosa sia ancora da fare, si presenta decisamente negativo.

La partenza nella lettura e nella valutazione non è delle migliori, con un consolidamento del percorso di risanamento finanziario e organizzativo che subisce il giudizio severo della Corte dei Conti con il dissesto finanziario di cui ormai discutiamo ripetutamente.

Pedonalizzazione e trasporto veloce e pubblico che ancor di più inquietano l’anima di tutti coloro che per varie ragioni (residenza o interesse) si vedono costretti a “vivere” la nostra città.

Non un approccio strutturato, un PUMS di cui si parla solo in bozza e senza valutare l’intervento con la logica della creazione di un’alternativa e di servizi prima di agire. Una visione monca che trova la migliore applicazione sul Viale Giacomo Mancini, con un progetto metrotramvia stravolto per la creazione del Parco del Benessere oltre all’evidente incapacità nel preparare la città ad un intervento estremamente rilevante.

E’ un leitmotiv che ha sempre accompagnato quest’amministrazione, la relazione causa – effetto mai presa in considerazione e se oggi la città su carta e su alcune classifiche risulterebbe migliorata, il calo dei residenti, il traffico, le saracinesche abbassate di esercizi commerciali (anche storici) rendono bene l’idea di come la nostra città sia caduta in un declino inesorabile, tanto chiaro tranne per quegli occhi che non vogliono vedere.

Ancora c’è silenzio sulla questione dei rifiuti, oltre il nostro pensiero condiviso con alcune associazioni e comitati, continuano le dichiarazioni di sindaci (qualche giorno fa il primo cittadino di Acri) che evidenziano un blocco delle risorse da riversare alla Regione, ed una città che non vede e non sente alcun ché se non un continuare a fare la differenziata e una “tirata d’orecchie” agli incivili. Discorso corretto che ci sta ma il cittadino, i tanti cittadini che agiscono nel rispetto delle regole vogliono risposte, esigono un ente comunale che sia capace di assolvere a quei servizi primari e sia capace anche di sanzionare i comportamenti irrispettosi, evitando il solito fare di tutta l’erba un fascio.

Le preoccupazioni aumentano in vista del prossimo bilancio di previsione che dovrà essere redatto e che indicherà le linee guida questa volta non più con la spada di Damocle sulla testa ma con gli effetti devastanti, in particolare sui ceti sociali meno abbienti, del dissesto.

Sfidiamo chiunque a leggere, dunque, questi venti punti individuando almeno 5 punti realmente completati. Ci chiediamo allora quanto sia necessario il rimpasto in Giunta, quali effetti possa determinare, probabilmente il problema non è solo in Giunta è a monte e dunque variare la squadra degli assessori senza cambiare la guida riteniamo sia inutile.

Auspichiamo pertanto un cambio di rotta ed un ritorno ad una discussione amministrativa e politica sulla nostra città che abbia un valore vero, che finora non è stato visto tanto nel sindaco, tanto nell’organo di indirizzo politico tanto nel Consiglio Comunale.”

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