Cosenza: la Fiera di San Giuseppe non si farà, arriva l’annuncio ufficiale

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revoca ufficiale della Fiera di San Giuseppe
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La Giunta comunale, presieduta dal Sindaco Mario Occhiuto, riunitasi questa mattina a Palazzo dei Bruzi, ha adottato il provvedimento di revoca ufficiale dell’edizione 2020 della Fiera di San Giuseppe, a causa dell’emergenza Coronavirus. Il tradizionale evento fieristico si sarebbe dovuto tenere dal prossimo 13 marzo, fino a tutto il 22 marzo. La decisione del Sindaco Occhiuto e della giunta municipale ha tenuto conto del fatto che il Coronavirus (Covid-19) è stato dichiarato, dall’Organizzazione mondiale della Sanità, come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Nel provvedimento di revoca della Fiera di San Giuseppe si fa, inoltre, riferimento all’evolversi della situazione epidemiologica e, segnatamente, al carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia, oltre che all’incremento dei casi in alcune Regioni del Nord Italia.

La revoca del tradizionale evento fieristico di marzo è stata, inoltre, motivata con l’esigenza, nonché con l’urgenza di adottare provvedimenti per la massima prevenzione e a tutela della salute pubblica su tutto il territorio comunale, considerato il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e la possibilità che possano essere fonti di trasmissione persone che, pur avendo contratto il virus, non presentino sintomatologie.

E’ stato rilevato che lo svolgimento, a breve, della Fiera, avrebbe potuto rappresentare l’occasione di possibile diffusione del virus, in relazione al numero elevato di partecipanti ed espositori (in media circa 500) provenienti da tutte le regioni d’Italia, così come delle migliaia di visitatori, provenienti anch’essi da più parti.

Nella decisione di revoca della manifestazione la Giunta ha richiamato sia il decreto legge n.6 del 23 febbraio scorso, recante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, sia l’ordinanza contingibile ed urgente n.1 del Ministero della Salute del 23 febbraio scorso e la circolare della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del 22 febbraio, oltre, naturalmente, al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio scorso.

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