Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta indirizzata alla Presidente della regione Calabria, Jole Santelli ed a tutta la giunta regionale da parte di Antonino Zumbo, presidente della società di mutuo soccorso “Cesare Pozzo Calabria”.
Nell’oggetto della missiva la richiesta di interventi urgenti per la gestione dell’emergenza COVID 19 ed azioni per l’efficientamento del Servizio Sanitario Calabrese.
“Il mutuo Soccorso “Cesare Pozzo” Calabria, organizzazione che effettua sanità integrativa a circa 5.000 soci e alle loro famiglie, in considerazione delle difficoltà e inefficienze riscontrate nel Servizio sanitario calabrese che penalizzano l’intera comunità calabrese, soprattutto in questo difficile momento di diffusione della pandemia da COVID 19, si rivolge a Lei, Presidente della Giunta della Regione Calabria, e a tutti i Consiglieri regionali, allo scopo di prendere con urgenza tutti provvedimenti necessari, oltre al distanziamento sociale, per fare fronte alla malaugurata ipotesi che il numero dei casi di soggetti positivi aumenti esponenzialmente. In considerazione della grave situazione si chiede di provvedere con la massima urgenza a integrare la dirigenza con personalità di comprovata capacità professionale e correttezza morale anche per superare la fase di commissariamento, che oggi non ha alcun significato, ma, soprattutto, allo scopo di aumentare l’efficienza e l’efficacia di un servizio universale e fondamentale come il diritto alla salute.
La dirigenza nazionale della “Cesare Pozzo” al fine di rispondere a tale emergenza ha deliberato la costituzione di un fondo di solidarietà per aiutare i soci e le loro famiglie colpite dal COVID 19 e inoltre specifici sussidi che interessano i Piani Sanitari previsti da tutte le Forme di Assistenza.
La “Cesare Pozzo” Calabria, al fine di affrontare con forza l’emergenza COVID 19 in Calabria, propone che la Regione debba fare appello a tutte le risorse intellettuali, mediche e sanitarie, considerando le tre Università calabresi e “Comunità Competente” che è un coordinamento di 34 tra Associazioni, Fondazioni, Sindacati del settore sanità e singoli cittadini il cui portavoce è il dottore Rubens Curia , per utilizzare tutte le risorse tecniche e sanitarie disponibili. Siamo di fronte a una situazione emergenziale di tipo sanitario, sociale e economica che, purtroppo, provoca forte incertezza sia per il presente che per il futuro. Siamo convinti e consapevoli che il potere di scelta rimane saldo nel Governo Regionale e negli enti sub regionali e che le disponibilità intellettuali predette possano avere soltanto una funzione di consulenza.
Tutto ciò è necessario perché la sanità calabrese, pur vantando delle eccellenze in alcune specializzazioni e medici e personale sanitario altamente professionalizzati ed impegnati con dedizione e passione, da sempre sconta deficit organizzativi e, soprattutto, gestionali nonché legislativi. In altre regioni, soprattutto del Nord del Paese, hanno adeguato la legislazione e riorganizzato la sanità sia a livello territoriale sia livello ospedaliero per rispondere tempestivamente alla domanda di salute e alla diminuzione dell’ospedalizzazione. In tantissimi anni di immobilismo, la sanità calabrese ha accumulato ritardi su ritardi sino al punto di avere oggi un sistema sanitario svilito e segnato dalla consistente emigrazione sanitaria verso gli ospedali delle regioni del Centro- Nord del Paese. Sicuramente, oggi, non sembra sia capace di far fronte all’emergenza COVID 19 per quanto concerne i posti letto destinati alla terapia intensiva, sub intensiva, alla quantità di personale medico e sanitario, alle tecnologie e attrezzature come ad esempio le Tac, oltre ai dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari del settore pubblico, del convenzionato, delle strutture sanitarie accreditate e del volontariato.
L’impegno deve essere totale verso l’emergenza senza sottovalutazioni ma occorre anche pensare ad affiancare la classe dirigente attuale che gestisce l’emergenza anche per poi programmare il superamento con nuove energie professionali di comprovata capacità e moralità per realizzare un adeguato e sano sistema sanitario calabrese che non sia permeabile alla criminalità e all’illegalità diffusa come avvenuto con lo scioglimento delle Aziende Sanitarie Provinciali di Catanzaro e di Reggio Calabria.
Occorre superare il commissariamento e ritornare alla gestione ordinaria dopo 11 anni di “Piano di rientro dal debito”, di cui 7 gestiti prima da un generale della Guardia di Finanza e oggi da un generale dei Carabinieri in pensione coadiuvati da KPMG e affiancati dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia e Finanze. Nonostante tutto, si registra ancora un deficit annuo di oltre 200 milioni di euro, malgrado il blocco del turn over del personale che ha ridotto consistentemente le unità lavorative svuotando così intere Unità Operative Strategiche. Necessita portare a totale trasparenza i rapporti fra politici, massoneria deviata e ndrangheta in modo tale da impedire comitati d’affari che verosimilmente hanno inciso sui mancati investimenti di un miliardo per la costruzione dei nuovi 4 ospedali i cui finanziamenti risalgono a 12 anni addietro e, inoltre, perdere 80 milioni di euro di Fondi Europei per la costruzione delle “Case della Salute”, oltre all’istituzione di sistemi di telemedicina.
Tutto ciò ha abbassato ulteriormente il livello di efficienza del Servizio sanitario calabrese e molti ospedali sono diventati fatiscenti anche dal punto di vista strutturale e ancora altri ospedali, che dovrebbero ricoverare i pazienti in attesa di diagnosi di COVID 19, siano senza TAC che, oggi, un qualsiasi studio privato radiologico possiede! Anche per l’acquisto di 24 TAC i Fondi ci sono, ma tutto va a rilento non tenendo conto della velocità di diffusione della pandemia. Siamo convinti che prenderete in seria considerazione tutte le proposte che la società calabrese avanzerà e tra le quali vi chiediamo di riconsiderare la proposta del Sindaco di Gioia Tauro, verificando l’utilità per il ricovero dei pazienti colpiti da COVID 19 in una nave da crociera opportunamente riconvertita. Solo un impegno tempestivo e incisivo potrà in questa fase di emergenza scongiurare il veloce deteriorarsi della situazione e scongiurare il peggio per tutta la società calabrese.”



