Lun 2 Ago 2021
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Centro Covid-19 a Paola? I cittadini vogliono sapere

Sono alcuni giorni che i residenti del quartiere S. Agata notano strani movimenti intorno ad una nota struttura alberghiera del posto. Personale della protezione civile e dipendenti comunali sono stati visti entrare e soffermarsi sul luogo. Da indiscrezioni che circolano, pare che l’amministrazione comunale abbia ricoverato alcune persone in quarantena obbligatoria dopo una relazione fatta dal competente servizio sanitario.

Ma il condizionale è d’obbligo in tempi di fake news e in assenza di comunicati ufficiali.

Certamente una maggiore chiarezza si imporrebbe se il fatto fosse vero, poiché sul sito del Comune di Paola non si riesce a visionare nessun provvedimento che contempli la realizzazione a Paola di un centro Covid-19 o, comunque, di una struttura sanitaria similare, adattando una struttura ricettiva che normalmente ospita turisti.

Il senso del concetto di “Amministrazione trasparente” è proprio questo: consentire ai cittadini l’accessibilità totale alle informazioni relative a ogni aspetto dell’organizzazione e delle attività svolte dalle pubbliche amministrazioni con l’obiettivo preciso, in questo caso, di favorire il controllo sociale sull’azione amministrativa.

Gli interrogativi che si pongono, qualora le indiscrezioni dovessero trovare conferma sono diversi. Innanzitutto perché non informare la cittadinanza? Nessuno vuole conoscere i nomi perché è già capitato in varie zone d’Italia di assistere alla compilazione e diffusione “social” di vere e proprie “liste degli untori”. Ma chi vive nelle vicinanze ha diritto di sapere se la struttura risponde ai rigidi protocolli previsti in questi casi. Ha diritto di sapere se chi assiste i pazienti adotta tutte le necessarie misure precauzionali imposte dalla normativa vigente.

Sottraendosi all’obbligo di informare correttamente la popolazione, l’amministrazione comunale e chi la guida favorisce il diffondersi di voci incontrollate che generano allarme sociale. Il silenzio, in situazioni come quella che stiamo vivendo, diventa decisamente colpevole sotto ogni profilo vuoi politico vuoi istituzionale.
E così non si ha alcun controllo, vale a dire né conferma né smentita, della voce che vorrebbe operativa, come “centro covid-19”, una struttura alberghiera esistente nel quartiere di S. Agata.

Altrove, come avvenuto a Torano Castello sede della RSA che ha sviluppato un focolaio infettivo, l’utilizzo dell’albergo limitrofo ha dovuto seguire rigorose procedure in assoluta pubblicità e trasparenza. A Paola e nel quartiere di S. Agata non si ha notizia di procedure in corso e autorizzazioni ottenute.

Preoccupa anzi l’argomentazione, tutta da verificare, che l’amministrazione si sia dovuta piegare alle pressioni di un personaggio politico interessato a sbarazzarsi della vicinanza domiciliare di un uomo o una donna ritenuta contagiata dal virus. Chi deve e chi può, deve fare chiarezza proprio per smentire e scoraggiare notizie avvelenate a fini politici.

Non è tempo di compiacere feudi e clientele elettorali essendo tutti a rischio al di là delle appartenenze ma, conoscendo e avendo esperienza di certi comportamenti riconducibili a esponenti politici, influenti e meno influenti, di casa nostra abbiamo di che seriamente preoccuparci.

L’auspicio è che arrivi a stretto giro la smentita. Noi abbiamo assolto al dovere di informare, il sindaco o chi per lui o l’autorità competente non si sottragga al dovere di confermare o smentire.

La comunità paolana ha diritto di sapere.