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Metro Cosenza Rende, Arnoni (RI): «Non si farà? Lo avevamo detto! Ecco le nostre proposte»

Sulla vicenda legata alla metrotranvia Cosenza Rende, interviene anche Michele Arnoni, del Movimento Politico Culturale Rivolta Ideale Cosenza.

«Sta circolando in queste ore la notizia che l’autorità di gestione del Por Calabria avrebbe manifestato alla Commissione Europea la volontà di ritirare il progetto della metrotranvia Cosenza – Rende – Unical, per i gravi ritardi sull’inizio dei lavori e per l’aumento dei costi stimati in ulteriori 60 mln di euro (oltre al progetto iniziale di 160 mln di euro), che renderebbero di fatto l’opera insostenibile e non redditiva sotto il profilo economico costi / ricavi. Se confermate tali indiscrezioni, possiamo da un lato esultare essendo stati contrari a quest’opera in tempi non sospetti, affermando oggi “lo avevamo detto”; e dall’altro invece essere tristi per l’ulteriore danno creato alla città! Come mai sono iniziati anzitempo alcuni lavori? Come mai il viale parco / Giacomo Mancini, importante arteria cittadina che serviva a decongestionare il traffico, è stato anzitempo chiuso e sventrato da quasi 2 anni l’8 settembre 2018? Chi ha sostenuto o dovrà sostenere questi costi di lavori inutili? Chi dovrà sostenere i costi di ripristino per riaprire e restirure il viale ai cittadini? Sono domande lecite alle quali qualcuno dovrà rispondere, qualora dovessero essere confermate tali indiscrezioni. E se tutto ciò dovesse risultare fondato, avendo avuto ragione su quasi tutto quanto accaduto in questa città negli ultimi anni, vogliamo dire la nostra e lanciare anche alcune proposte sul da farsi, per cercare di non perdere questi fondi già destinati alla città di Cosenza. Proposte rivolte sia alla Regione Calabria, che dovrà interfacciarsi e rimodulare i fondi con la Comunità Europea, e sia al Comune di Cosenza.

1) Intanto, riteniamo in via prioritaria ed urgente che una minima parte dei fondi destinati a quest’opera, oramai praticamente irrealizzabile, dovrà servire nell’immediato per ripristinare il viale e renderlo nuovamente fruibile al traffico (decongestionando il centro città divenuto ultimamente invivibile dal punto di vista della qualità dell’aria), vista anche la ben nota situazione deficitaria delle casse comunali dovuta al dissesto finanziario, che non consente all’Ente di accollarsi nuove spese, con il fondato rischio che il viale resti per molto tempo ancora come “un’incompiuta”. E ciò anche in considerazione degli ultimi studi sulla diffusione del Covid19 in correlazione alle concentrazioni di polveri sottili nelle nostre città e particelle PM10 / PM2.5, che vedrebbero il particolato atmosferico come vettore di trasporto del virus.

2) Successivamente, a nostro avviso, una cospicua parte di questi fondi, con una rimodulazione, dovrà essere necessariamente destinata alla emergenza sanitaria e, magari in aggiunta ad altri fondi sulla sanità, alla costruzione del famigerato nuovo nosocomio della città di Cosenza nella zona di Vagliolise. L’attuale Ospedale, infatti, al quale resto legato per ovvie ragioni storiche, affettive e familiari, dopo oltre 80 anni di onorata carriera, oggi è del tutto inadeguato (specie alla luce della pandemia, purtroppo ancora in corso) sia dov’è ubicato e sia perché non riesce a soddisfare un’utenza sempre maggiore. 

3) Infine, un’altra cospicua parte dei fondi (incardinati proprio nell’Asse Mobilità Sostenibile del Por Calabria) dovrà a nostro avviso essere destinata alla diffusione della mobilità elettrica per la città di Cosenza, alla costruzione di una capillare ed innovativa rete di ricarica, al finanziamento di seri progetti eco-sostenibili, quali la trasformazione della rete di trasporto pubblico in bus elettrici, forme innovative di car e bike sharing elettrici, incentivi all’acquisto di mezzi elettrici privati, ed altro. Ciò sempre per rendere le nostre città più vivibili e salubri, anche alla luce degli studi sulla diffusione del virus in correlazione al particolato atmosferico. Riteniamo, dunque, che tali nostre proposte siano realizzabili, proprio in questa fase sfruttando il momento emergenziale e le deroghe concesse dall’Europa alle regioni sui fondi FESR.Ora o mai più!»