Dom 5 Dic 2021
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Bonus 600 euro autonomi: un refuso blocca l’indennità

Alla base del blocco del pagamento dei 600 euro di aprile ad oltre mezzo milione di liberi professionisti in tutta Italia, un errore di battitura contenuto nel decreto Rilancio. Un 78 di troppo, un refuso, che sta costando carissimo ai lavoratori autonomi che stanno attendendo da settimane il contributo.  Oltre mezzo milione di liberi professionisti in tutta Italia, in gravi difficoltà economiche per l’emergenza Coronavirus, dovranno dunque ancora stringere i denti. Tra loro medici, notai, avvocati, dottori commercialisti, ragionieri, geometri, ingegneri, architetti, giornalisti, ecc. iscritti alle altre Casse previdenziali privatizzate. 

La segnalazione arriva dal Sindacato Cronisti Romani, che ha denunciato il caso.

Per risolvere il problema, a quanto pare, basterebbe un banale errata corrige in Gazzetta Ufficiale, così come peraltro già avvenuto per altri refusi contenuti nello stesso decreto legge, già corretti con due distinti avvisi nella Gazzetta Ufficiale del 20 maggio.

Il Sindacato Cronisti Romani, che aveva già segnalato lo stesso 20 maggio al Quirinale prima telefonicamente poi con una mail pec il refuso della data “18 maggio”, anziché “19 maggio”, riportata dopo l’art. 266 a pag. 252 in corrispondenza della firma del Capo dello Stato (refuso che è stato appunto subito corretto), ha sollecitato con una seconda pec del 22 maggio l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché anche questo errore venga corretto al più presto.

Il refuso in questione è contenuto nell’art. 86 del dl Rilancio. Questa norma, intitolata “Divieto di cumulo tra indennità”, prevede testualmente che “le indennità di cui agli articoli 84, 85, 78 e 98 non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con l’indennità di cui all’art. 44 del decreto legge Cura Italia 17 marzo 2020 n. 18. Le suddette indennità sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità”. Basterebbe dunque un errata corrige brevissimo da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale con cui viene espunto dall’art. 86 del decreto legge Rilancio il riferimento all’art. 78 dello stesso decreto legge Rilancio, proprio perché l’art. 78 non poteva essere mai richiamato nell’art. 86, in quanto le due norme tra loro di fatto confliggono e si annullerebbero a vicenda, vanificando così la portata stessa dell’art. 78.